Enciclopedia Cattolica vol. V, 1950 Gerarchia ecclesiastica Patriarcati, arcidiocesi, diocesi, diocesi soppresse

FANO, DIOCESI DI

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Tavole 1

Noto anche come: latino: Fanum Fortunae

FANO, DIOCESI di. - In provincia di Pesaro. L'antica Fannin Fortunare sorge sul litorale adriatico nel punto in cui la Via Flaminia raggiunge il mare e domina la fertile valle del Metauro, che sbocca ca. 3 km. a sud della città. La diocesi è immediatamente soggetta; ha una superficie di 240 kmq. con una popolazione di 60.560 ab. tutti cattolici, distribuiti in 47 parrocchie servite da 84 sacerdoti diocesani e 45 regolari (1949). Oltre al Seminario diocesano, dal 1911 ha il Seminario regionale di tutte le Marche per cui Pio XI edificò una nuova sede nel 1924 lungo la Via Flaminia. Ivi compiono gli studi liceali e teologici tutti i chierici della regione (ca. 500), fatta eccezione per alcune diocesi maggiori quali Fermo, Ascoli, Camerino. Conta importanti istituti, il Collegio S. Arcangelo dei Fratelli delle Scuole cristiane, l'Eremo di Mantegiove dei Monaci camaldolesi, lo studentato dei Cappuccini a S. Paterniano, l'Opera don Orione, ecc.

FANO, DIOCESI di - Rocca Malatestiana (1438-52).
FANO, DIOCESI di - Rocca Malatestiana (1438-52).

L'antico modesto centro, sorto intorno al tempio preromano in posizione strategica importante, è nominato la prima volta da Cesare, che nel 49 a. C. lo occupò, dopo passato il Rubicone. Poco lungi da F., nel 207 a. C., aveva avuto luogo la celebre battaglia del Metauro che fu decisiva nelle guerre puniche ed ove trovò la morte Asdrubale. La città fu municipio, e vi fu dedotta da Augusto una colonia di veterani, tra cui fu distribuito l'agro (colonia Iulia Fanestris). Augusto la cince di mura, ancora in gran parte conservate, ed il municipio in segno di gratitudine eresse un arco a tre fornici in onore del principe sulla porta che guarda Roma, arco tuttora ben conservato e che fu modificato al tempo di Costantino. Vitruvio eresse a F. una basilica che descrive nel suo De architectura.

Caduto l'Impero d'Occidente, F. fece parte della pentapoli marittima, fu distrutta dai Goti nel 338 e restaurata da Belisario. Le donazioni di Pipino e di Carlomagno la diedero alla Chiesa (755-74) sotto cui la città gode larga autonomia, fu libero comune con propri statuti a magistrature ed estese il suo dominio nel contado finitimo, sino verso Fossombrone, tra frequenti contese a guerre sia contro i vicini sia tra le potenti famiglie guelfe e ghibelline (tra cui ricordati da Dante i «del
Cassero» e i «da Carignano»). Nel 1335 il Papa nominò
vicari di F. i Malatesta, che ne furono signori fino al 1463,
quando i Fanesi, assediati dalle milizie del Papa, si ribel-
larono a Sigismondo Malatesta ed alzarono il vessillo
della Libertà ecclesiastica, che importava il diritto di
avere in avvenire come governatori annui soltanto eccle-
siastici, impossibilitati quindi a creare una signoria
ereditaria. F. partecipò alle vicende degli altri Stati della
Chiesa e il 12 sett. 1860, entrate le truppe piemontesi,
fu incorporata nel Regno d'Italia. Nell'ultima guerra ha
molto sofferto, specie perché il 18 ag. 1944 i tedeschi,
alla vigilia della partenza, fecero saltare dalle fondamenti
tutte le torri e i campanili della città, che ne caratteriza-
zavano il panorama: tra esse la bellissima torre civica
del Vanvitelli e il campanile sansovinesco di S. Paterniano.

FANO, DIOCESI di - Annunciazione e Visitazione. Bassorilievo del sec. XII - Vescovado.
FANO, DIOCESI di - Annunciazione e Visitazione. Bassorilievo del sec. XII - Vescovado.(fot. Gab. fot. naz.)

Il cristianesimo doveva essere abbastanza diffuso
a F. al tempo della pace costantiniana, in cui visse
il vescovo s. Paterniano patrono della città, che anche
il Lanzoni trova non improbabile sia vissuto nella
prima metà del sec. IV. La tomba del Santo fu lungo
la Via Flaminia un po' fuori delle mura e divenne
sede di una famosa abbazia benedettina. Rovinata
questa dalle guerre, il 10 luglio 1551 il corpo del
patrono venne trasferito nella Basilica urbana appo-
sitamente eretta, di tipo classico, ove tuttora riposa.

Tra i primi vescovi si ricordano Vitale, che nel
498 partecipò al Sinodo Romano; s. Eusebio, che
sottoscrisse nel Sinodo del 504 al tempo di papa Ge-
lasio I ed è sepolto nell'altare maggiore della Cat-
tedrale; Leone, che viveva nel 589 e di cui parla
s. Gregorio Magno; s. Fortunato, a cui s. Gregorio
Magno inviò la lettera 13 del l. V, approvando
la vendita di vasi sacri da lui fatta per redimere
schiavi. Anch'egli con s. Eusebio e s. Orso, compro-
tettori della città, è sepolto in Duomo. Tra i vescovi
meritano poi ricordo Cosimo Gheri Pistoiese (m. a
24 anni nel 1537); Pietro Bertano di Modena, do-
menicano, che da Paolo III fu inviato nunzio presso
Carlo V e creato cardinale (m. nel 1558); Ippolito
Capilupi, mantovano, che partecipò al Concilio di
Trento nel 1563 (m. nel 1580); Angelo Ranuzzi, bolo-
gnese, che fu nunzio presso Luigi XIV e poi cardinale
(m. nel 1689); Gabriele Severoli, faentino, che fu
nunzio a Vienna (m. nel 1808). A F. sorti i natali papa
Clemente VIII Aldobrandini, il 24 febbr. 1536.

Notevoli dal punto di vista storico-artistico special-
mente il Duomo, con l'unito episcopio, dedicato all'As-
sunta e consacrato nel 1111, attribuito a Rainerio, in stile
romanico primitivo con frammenti antichi e pitture del
Domenichino, di Van Dyck, ecc.; S. Maria Nuova dei Minori Francescani, con splendidi quadri del Perugino
e di Giovanni Santi; le trecentesche chiese di S. Do-
monico con affreschi di Ottaviano Nelli da Gubbio, e di
S. Agostino, rovinata dalla guerra ultima, con il celebre
Angelo custode del Guercino, che ispirò il poemetto omo-
nimo a Roberto Browning; la maestosa basilica classica
di S. Paterniano, con la porta michelangiolesca ed il
campanile del Sansovino, ora in ricostruzione; S. Pietro
in Valle, in ricco ed esemplare stile barocco con pitture
del Reni. Altre preziose opere d'arte tratte dalle chiese
sono conservate nel Museo civico della corte malate-
stiana, cui si accede attraverso l'arco della Libertà
ecclesiastica a fianco del maestoso Palazzo della Ragione
eretto nel 1290. Anche in varie chiese della diocesi si
ammirano pregevoli opere d'arte. - Vedi tavv. LXVIII-IX.

Bibliografia8 opere
BIBL.: Studia Picena, Fano, vall. annui del 1926: Ughelli, I, p. 636 sgn.; P. M. Antiani, Memorie istoriche della città di F., Fano 1751; G. Colucci, Delle watchità di F. della Fortuna (Anti- chità picene, 9), Fermo 1790; A. Zomba, Repertorio dell'antico Archivio Comunale di F., Fano 1898; Lanzoni, pp. 313-15; P. F. Kahr, Italia pontificia, IV, Berlino 1909, pp. 184-91; Costinetti, I, coll. 1104-1105; R. Paolucci, Documenti politici del 1530-60 nel- l'Arch. vescovile di F., in Atti e Mem. Deb. Storia patria Marche, 6ª serie, 1 (1923), pp. 1-49. Inoltre le annate di Studia Picena. Vittorio Bertoccetti

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Di Vittorio Bartoccetti

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. V (1950), coll. 1022–1024.

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Bartoccetti, Vittorio. “Fano, diocesi di.” In Enciclopedia Cattolica, vol. V, coll. 1022–1024. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1950. https://azioneromana.com/it/article/fano-diocesi-di.

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Bartoccetti, Vittorio. “Fano, diocesi di.” Enciclopedia Cattolica, vol. V, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1950, coll. 1022–1024. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/fano-diocesi-di.

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