FAUSTO di MILEVI. - Vescovo manicheo africano del IV sec. N. in Africa, a Milevi, pur con una formazione quasi solo letteraria e assai limitata anche in questo campo, acquistò una certa facondia che lo faceva ascoltare volentieri. Fatto vescovo, divenne uno degli uomini più in vista della setta. Visse lungo tempo in Roma.
Con lui Agostino ebbe nel 383, a Cartagine, un colloquio atteso con desiderio per nove anni, ma mirano gli sottopose i suoi dubbi, a cui F. dichiarò di non saper rispondere (Conf., V, 3, 3; 6, 10-12). Dove tuttavia conservarne un buon ricordo se più tardi, a Milano, spererà ancora da F. la luce (Conf., VI, 11). Perché manicheo, fu per qualche tempo relegato in un'isola. Scrisse un'opera apologetico-polemica in cui, volganizzando il manicheismo, ripudiava il Vecchio Testamento e l'incarazazione, e, quanto al Nuovo Testamento, sosteneva essere corrotti i passi contrari alle sue dottrine. S. Agostino gli oppose, verso il 400, quando l'avversario era già morto, i 33 libri del Contra Faustum Manicheanum, ove riporta passo passo l'opera di lui, che in tal modo è pervenuta quasi intera, e la confuta ampiamente.