Enciclopedia Cattolica vol. V, 1950 Patrologia Padri, scrittori ecclesiastici sino a tutto il sec. VIII, opere anonime

FAUSTO DI RIEZ

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Noto anche come: inglese: Saint Faustus of Riez; latino: Faustus Regiensis, Faustus Reiensis

FAUSTO di RIEZ. - Scrittore ecclesiastico, n. in Bretagna sul principio del V sec., m. dopo il 485. Entrò giovane nel monastero di Lérins, di cui fu eletto abate nel 433; ne sostenne i diritti contro Teodoro vescovo di Fréjus. Prima del 462 succedette a Massimo, ch'era già stato suo predecessore come abate di Lérins, sul seggio episcopale di Riez (Reji, Regium) in Provenza, continuando nell'austero tenore di vita e prodigandosi nella cura pastorale. Fu predicatore celebrato anche fuori della sua diocesi. Fece parte di una commissione di vescovi incaricata dall'imperatore Nepote di trattare con Enrico, re dei Visigoti. Allorché questi, nel 477, si impadronì della Gallia Narbonese, F. fu condannato all'esilio, che trascorse in un monastero; ne ritornò, pare, dopo la morte di Enrico, avvenuta nel 485.

La sua attività letteraria, di cui informa con una certa abbondanza Gennadio (De viris ill., 85), è connessa con le controversie teologiche del suo tempo, trinitaria, cristologica, e particolarmente con quella sulla Grazia. Un suo libro De Spiritu Sancto, pervenuto sotto il nome del diacono romano Pascasio, dimostra, partendo dal relativo articolo del Simbolo, la divinità dello Spirito Santo, consustanziale e coeterno al Padre e al Figlio.

FAUSTO DI RIEZ - <em>Incipit</em> del trattato <em>De Spiritu Sancto</em>, Biblioteca Vaticana, cod. Pal. lat. n. 241, f. 2° (sec. x).
FAUSTO DI RIEZ - Incipit del trattato De Spiritu Sancto, Biblioteca Vaticana, cod. Pal. lat. n. 241, f. 2° (sec. x).(fot. Biblioteca Vaticana)

Scrisse un breve libro Adversus Arianus et Macedonianus, sull'unità di essenza delle tre Persone divine, probabilmente perduto, poiché le identificazioni tentate con opere giunte fino a noi non hanno ottenuto il consenso degli studiosi. Nel De gratia, in due libri, scritto per incarico dei Sinodi di Arles (473) e Lione (474), si propone di tenere la via di mezzo fra gli avversari della Grazia e i negatori del libero arbitrio. Di fatto sostiene, contro i pelagiani, l'insufficienza del libero arbitrio, l'immortalità conferita ad Adamo, la trasmissibilità del peccato originale; ma più diffusamente combatte la predestinazione, dicendo che nega la giustizia di Dio e rende inutile la preghiera, la penitenza e le opere buone. Afferma la possibilità della fede anche senza la Grazia, che è soprattutto esterna. Così si schiera decisamente contro s. Agostino, senza nominarlo, accettando le tesi semipelagiane. L'opera suscità forte reazione nei cattolici e fu confutata da s. Fulgenzio. Rimangono di F. dieci lettere: la prima e la seconda sono connesse con il De Gratia; la terza, a un vescovo non nominato, vuol dimostrare che tutte le creature, anche l'anima e gli angeli, sono corporee; la quarta, a Paolino di Bordeaux, risponde a vari quesiti di argomento psicologico e soteriologico; la sesta dà consigli ascetici al giovane Felice; la settima, al diacono Greco, combatte le dottrine nestoriane; le altre, indirizzate a Ruricio, sono d'argomento ascetico e di raccomandazione. Delle prediche pervenute sotto il nome di F., e a lui attribuite dagli studiosi, non si può dire quante siano autentiche. F. scrive in uno stile enfatico e prolesso e ripete volentieri le medesime espressioni.

Bibliografia10 opere
BIBL.: Edizioni: PL 58 (De Gratia, lettere, prediche); ibid., 62, 9-40 (De Spiritu Sancto, fra le opere di Pascavio); CSEL 21; MGH, Anet. Ant., VIII, p. 265 (lettere di F. e di Ruricio). Studi: A. Engelbrecht, prologomani all'ed. del CSEL; A. Koch, Der hl. Faustus, Bischof von Riez, eine dogmengericht, Monographit, Stocarda 1895; Fr. Werter, Zur Dogmengericht. des Semipelacianismus (Kirchengeschichte, Studien, 5, 1), Münster in West, 1890, pp. 45-103; Schanz, IV, pp. 241-47; Bardenhauser, IV, pp. 582-89; Moricea, III, 1, pp. 916-41; P. Godet, s. v. in DThC, V, coll. 2101-2105; J. Tixerant, Hist. des dogmes*, III, 8° ed., Parigi 1928, pp. 292-300.

Michele Pellegrino

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. V (1950), coll. 1064–1065.

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Pellegrino, Michele. “Fausto di Riez.” In Enciclopedia Cattolica, vol. V, coll. 1064–1065. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1950. https://azioneromana.com/it/article/fausto-di-riez.

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Pellegrino, Michele. “Fausto di Riez.” Enciclopedia Cattolica, vol. V, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1950, coll. 1064–1065. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/fausto-di-riez.

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