FELICE IV, PAPA. - Regnante dal 526 al 530. N. nel Sannio da un certo Castorio, fu elevato al sommo pontificato per l'influsso di Teodorico re dei Goti, che inflisse così un colpo alla libera elezione del Pontefice. Venuto però, poco dopo, a morte Teodorico, F. fu liberamente eletto, accettato e consacrato pacificamente.
Scrisse a Cesario d'Arles inviandogli dei Capitula sulla Grazia e il libero arbitrio, tratti dalle opere dei Padri e particolarmente di s. Agostino, condannando Pelagio, Celestio e Giuliano d'Eclano. Avendo ottenuto da Amalasunta il «templum sacrae urbis» lo trasformò agevolmente in chiesa cristiana con l'aggiunta di un'abeide che fece ornare di bellissimo musaico; a un tale edificio, che dedicò in onore dei ss. Cosma e Damiano, unì il tempietto di Romolo, figlio di Massenzio, per formarne l'atrio. Ivi egli è rappresentato nel musaico absidale in atto di offrire l'edificio da lui trasformato (Wilpert, Musaici, tav. 102). Prima di morire F., temendo il pericolo di lotre e scissure tra i partiti per l'elezione del successore, ricorse ad un provvedimento fino allora inaudito: designò egli stesso il successore nella persona dell'arcidiacono Bonifazio. Il partito contrario elesse Dioscore; ma poiché questi dopo qualche mese morì, Bonifazio fu unanimemente riconosciuto a venerato come legittimo Pontefice, evitando lo scisma. F. morì nel sett. del 530 e fu sepolto in S. Pietro.