FELICE V, ANTIPAPA. - Deposto il papa Eugenio IV, BRASILE (v.) elesse, il 5 nov. 1439, Savoia (v.). L'elezione fu fatta contro le norme canoniche, perché all'unico cardinale di Arles si aggiunsero 52 elettori, scelti da una commissione, dei quali solo 11 erano vescovi. L'eletto accettò con il nome di F. V il 5 genn. 1440, ma non fu consacrato e coronato a Basilea che il 24 luglio.
Lo riconobbero solo poche potenze, i duchi di Savoia e di Baviera, parte dei cantoni svizzeri, per qualche tempo il re di Scozia e il duca di Milano: Francia e Inghilterra, pure accogliendo i decreti del Concilio, non si staccarono dall'obbedienza ad Eugenio: Federico III, re dei Romani, venne a Basilea (1442), ma non rese a F. gli onori dovuti a un Pontefice; Alfonso d'Aragona, dopo avere trattato con il Papa e con l'antipapa, riconobbe il primo (1443), avendone la conferma del Regno di Napoli. La decima sui beni ecclesiastici, che i padri di Basilea avevano dovuto porre per mantenere la nuova corte, rese impopolare l'antipapa, guadagnandogli taccia di avarizia, quantunque, ad evitare spese, egli, dalla fine del 1442, si stabilisse a Losanna. F. elevò al cardinalato uomini anche insigni, ma parecchi rifiutarono la nomina: fin uno dei suoi segretari, Enea Silvio Piccolomini, passato ai servigi dei re dei Romani, si adoperò, come consapevole ormai del danno della scisma, a rivolgere a Eugenio IV il Re e i Tedeschi. I «concordati dei principi» accettati da Eugenio morente (febbr. 1447) e quello di Vienna tra Federico III e il nuovo papa Niccolò VI (17 febbr. 1448) assicurarono al Pontefice romano l'obbedienza della Germania. Cacciati i padri da Basilea per volere del re e ridottisi a Losanna (giugno 1448), F. si dichiarò disposto a lasciare l'ufficio. Niccolò V tolse allora le censure contro lui e il Concilio (18 genn. 1449); F. confermò i propri editti disciplinari e le grazie concesse, lavò le censure contro l'obbedienza romana e depose l'autorità nelle mani del Concilio (7 apr. 1449). Il Papa confermò a sua volta le collazioni fatte dall'antipapa e diede ad Amedeo il titolo di cardinale vescovo di Sabina, a cui il Concilio, prima di sciogliersi, aggiunse quello di legato a vicario perpetuo per il ducato di Savoia, il Piemonte e parte della Svizzera.