FEROTIN, MARIUS

FEROTIN, MARIUS. — Monaco benedettino, paleografo e storico della liturgia, n. a Chateauneuf-sur-Rhone il 18 nov. 1855. Entrato nel monastero di Solems nel 1874, professò la Regola monastica l'8 sett. 1876. Dal 1881 al 1892 dimorò a S. Domenico di Silos nella Spagna, e nel 1895 passò a S. Michele di Farnborough, dove m. il 15 sett. 1914.

Trascorse la vita nella preghiera e nello studio, ed i lavori poderosi sulla liturgia mozarabica dimostrano quanto in questo campo fosse versato. Pari all'acutezza dell'ingegno era il profondo spirito critico che mise a profitto nello studio dell'alto medioevo spagnolo. Nel monastero di Silos, nella vecchia Castiglia, trovò docu- menti di grande interesse storico per la conoscenza della vita religiosa spagnola. Frutto di queste ricerche furono prima una raccolta del ricco materiale esistente nel mon- nastero; *Recueil des chartes de l'abbeys de Silos* (Parigi 1897), poi una *Histoire de l'Abbeys de Silos* (ivi 1897). Fra i preziosi manoscritti ivi esistenti trovò il Rituale in uso nella Spagna prima dell'invasione araba del 712 e lo pubblicò nel vol. V dei *Monumenta Ecclesiae libri- gica*: *Le Liber Ordinum*, en usage dans l'Eglise visi- gothique et mozarabe de l'Espagne du VI au XI* siècle (Parigi 1904). Nel vol. VI degli stessi *Monumenta* pubblicò poi il *Liber mozarabicus Sacramentorum et les manuscrits mozarabes* (ivi 1912). Altri volumi dovevano seguire sul *Liber antiquorum* e sul *Liber Oraisonum*, ma la morte lo impedì.

Molte altre pubblicazioni egli ha fatto in riviste ed in volumi, ma il suo nome resta fortemente legato allo studio della liturgia mozarabica, ove ha lasciato un'orma pro- fonda per vastità di ricerche, ampiezza di indagini e ser- rietà di giudizi.

BERNARDO. - È un ampio mantello di seta o di altro panno leggero, di colore rosso, violaceo o nero, a seconda del grado di chi lo porta: cardinale, vescovo, sacerdote, ed è annodato al collo da strisce dello stesso calce.

Lo si usa sempre sull'abito piano, ma il f. nero di forma ampia ed anche ridotta, si considera comunemente come parte integrante dell'abito clericale, e lo si porta sulla sottana nera nei mesi estivi.

Un f. nero pieghettato che scende dalle spalle fino al ginocchio lo indossano alcuni dignitari della corte pontificia (camerieri di spada e cappa, bussolanti, ecc.) come loro propria insegna.

Il f. faceva parte del vestito dei nobili nei secc. XVI e XVII, alla classe dei quali appartenevano chierici.