FERRARI, BARTOLOMEO, VENERABILE

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FERRARI, Bartolomeo, venerabile. - Confondatore dell'Ordine dei Barabiti, n. in Milano nel 1499, n. ivi il 25 nov. 1544. Dopo una gioventù seria e studiosa dedita ad opere di bene, fra cui nevolissima l'eroica assistenza agli appestati del 1524, essendosi iscritto con l'amico Antonio Morigia al Sodalizio dell'Eterna Sapienza, vi incontrò verso il 1530 s. Antonio M. Zaccaria, che stava meditando il progetto di un'unione di sacerdoti che facessero rifiorire la vita cristiana languente nell'in-differenza al malcostume e minacciata dalla rivolta protestante.

La comunanza degli intenti uni intimamente i tre amici: nacque così la nuova Congregazione di Chierici regolari, che nel 1533 ottenne l'approvazione di Clemente VII per opera soprattutto del F. che aveva un fratello alla corte pontificia. Ordinato sacerdote, il F. si diede tutto al lavoro di riforma in Milano e, dal 1537 al 1542, in Vicenza e Verona. Successo al Morigia nel 1542 nel governo della Congregazione, ne consolidò le basi, curando soprattutto la formazione dei novizi e ottenendo da Paolo III l'esenzione dall'Ordinario e da Carlo V un diploma imperiale di tutela e immunità. Dopo la sua morte ebbe, insieme allo Zaccaria al Morigia, il titolo di beato fino ai decreti di Urbano VIII.

Bibl.: I. Gobio, Vie dei ven. pp. B. F. e G. A. Morigia, Milano 1838; O. Pramoli, Storia dei Barabiti nel Cinquecento, Roma 1923. Umberto M. Fasola