FERRARI, ANDREA CARLO. — Cardinale archievoco, n. a Lallata di Pratopiano (Parma) il 13 ag. 1850, m. a Milano il 2 febb. 1921. Di umili origini, studiò nel patrio Seminario. Ordinato sacerdote il 10 dic. 1873, dopo una breve permanenza in cura d'anime a Mariano e a Fornovo, a soli 26 anni fu nominato rettore del Seminario di Parma e vi rimase per 18 anni, insegnante di materie sacre e profane, provisario generale, canonico teologo della Cattedrale, presidente dell'Accademia di S. Tommaso per gli studi filosofici. Nel 1890 fu eletto vescovo di Guastalla, ma, dopo 9 mesi, passava alla sede di Como, nel 1894, da Leone XIII, che lo aveva carissimo, fu creato cardinale del titolo di S. Anastasia e arcivescovo di Milano.
Carità è tutta prova, fermezza e coraggio, dedizione al proprio dovere, predicazioni in chiesa e in piazza, pellegrinaggi, organizzazioni giovanili, visite pastorali frequentissime furono occupazione con-santate del suo ministero pastorale, soprattutto nella vastissima arcidiocesi di Milano.
Riorganizzò e riunì seminari e clero, promosse l'istruzione religiosa, il culto pubblico, difese ed affermò i principi cattolici nella famiglia, nella scuola, nella cosa pubblica, riconcilìò e potenziò la stampa cattolica, sminuìa e contrastante per discordie intesime.
Le agitazioni sociali del 1898, la lotta antimodernista, la partecipazione dei cattolici alla vita politica, la soluzione della questione romana, se furono per il F. F. fonte di gravi amarezze, ne misero anche in luce la rettitudine delle intenzioni e la magnanimità del cuore, ed agli ultimi anni della vita, vinta ogni opposizione ed ogni diffidenza, fu oggetto della generale ammirazione da Benedetto XV ai governanti d'Italia. La lenta agonia per un cancro alla gola, che lo inchiodò a letto, lo condò di un alone di martirio per la sua serena fortezza e fece la sua modesta cameretta metà dell'interminabile pellegrinaggio dei figli attorno al padre morente dall'atto. 1920 al febb. del '21. L'ascol, imperituro monumento per la gioventù studiosa, l'Università Cattolica del S. Cuore, all'erezione della quale tanto contribuì.