FERDINANDO, il Cattolico, II (V) d'ARAGONA (III di NAPOLI, II di SICILIA). - N. il 10 maggio 1452 a Sos (Aragona), m. il 23 genn. 1516 e Madrigalejo (Cáceres). Figlio di Giovanni II d'Aragona e di Giovanna Enriquez, F. non era destinato al trono, che gli spettò dopo la morte del primogenito Carlo di Viana. Sposata nel 1468 Isabella, erede del Regno di Castiglia, ne sorse una lunga contesa con Alfonso V del Portogallo, alla quale pose fine il trattato di Alcacobas (1479). Subito dopo i due sovrani iniziarono la guerra contro il Regno di Granata ultimo baluardo
musulmano in Spagna, che durò oltre un decennio, ma infine, nel genn. del 1492, Granata fu conquistata.
Compiuta in tal modo l'unità spagnola, F. aveva aperti dinanzi a sé più vasti orizzonti politici. Sono COLOMBA (v.). Sorta dopo lo scoprimento delle nuove terre la controversia tra la Spagna ed il Portogallo per il possesso delle terre americane, F. si rivolse ad Alessandro VI che emanò delle bolle, per cui furono aggiudicati alla Spagna i territori contestati. Con queste bolle ad Isabella ed a F. fu concessa anche l'esclusiva evangelizzazione delle nuove terre ed il diritto di presentazione per i dignitari ecclesiastici, privilegio che costituì il primo passo verso il Patronato de Indias, concesso da Giulio II nel 1508.
La politica estera di F. fu determinata dall'aggressiva politica francese di Carlo VIII e Luigi XII, che tendevano alla conquista del Regno di Napoli. Né la cacciata del nemico dal Regno di Napoli parve rassicurare F., che voleva costringere la Francia nei suoi limiti naturali, opponendosi ad ogni disegno imperialistico. Non accordò pertanto il Re il suo appoggio al cardinale spagnolo Carvajal, il quale, cogliendo a pretesto la necessità di una riforma della Chiesa, con l'aiuto di Luigi XII aveva indetto un conciliabolo a Pisa: i prelati spagnoli partecipavano invece al Concilio ecumenico del Laterano (1512). È difficile dire se la politica di F. si esaurisse, negli intendimenti del monarca, in una coerente e continua azione antirancese, oppure se mirasse, come sostiene il Doussinague, a realizzare il grande disegno della guerra contro gli infedeli ed alla definitiva eliminazione del pericolo turco.
È certo in ogni modo che la personalità di F. occupa un posto di primo piano non solo nella storia del proprio paese, ma anche in quella dell'Europa del suo tempo, e che gli effetti della sua azione politica ebbero carattere duraturo e costituirono le fondamenta dello Stato spagnolo nell'età moderna.