COLOMBA

COLOMBA. - Uccello tra i più frequenti nelle composizioni puramente decorative, la c., tanto nella letteratura quanto nell'arte paleocristiana fa parte di un complesso simbolico così ricco d'interferenze che forse nessun altro simbolo è stato oggetto di tanti significati diversi.
Per non parlare delle molteplici virtù i cui riflessi si ritrovano nella c., si può dire che la maggior parte delle speculazioni simboliche, per via più o meno diretta, s'ispirano a due fatti biblici ben noti: la storia di Noè nell'arca ed il battesimo di Cristo nel Giordano. Anzi la presenza di una c. nei due casi farà apparire presto l'uno come prototipo dell'altro.
La c. di Noè, con il suo ramo d'ulivo, è uccello della pace. Con questa caratteristica si riscontra spesso insieme alle figure del Buon Pastore e dell'Orante, penetra nelle scene bibliche dei tre fanciulli nella fornace, di Daniele tra i leoni, di Giona, del sacrificio di Abramo, della moltiplicazione dei pani ecc., ovvero entra in combi-

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(1st. Post. Comm. Arch. Secta)
Colomba - C. irradiante raggi di luce sul battezzando (sec. 15). Roma, Cimitero dei SS. Marcellino e Pietro.

nazioni iconografiche senza numero, insieme con altri simboli di speranza o di felicità sopraterrena.
L'apparizione della c. nel battesimo del Giordano creò nella mentalità cristiana un ricco insieme di concetti in rapporto con lo Spirito Santo. Sarà sotto forma di c. che lo Spirito Santo si manifesta nell'Annunciazione, nella Pentecostale, nei vari casi d'ispirazione divina. Per via di sottili deduzioni la c. diventa simbolo del Logos stesso, della sua Chiesa e dei singoli fedeli. Già uccello della pace, la c. in questo ordine di idee passa ad essere l'uccello della luce che illumina l'anima, le ridà nuova vita, anzi si confonde con l'anima stessa.
Tutti questi concetti, spesso fusi insieme, ebbero la loro ripercussione nell'arte e ne spiegano il senso mistico. Non solo nel Battesimo del Cristo ma anche nel bagno della rigenerazione la c. manda sul capo del neofito un raggio di luce. Non di rado la c. appare come motivo isolato nei battisteri ed è sospesa sopra gli altari, per finire col diventare c. eucaristica. Si conoscono c. come simbole dello Spirito Santo sopra le cattedre o sopra i volumi della S. Scrittura, ovvero come simbolo di Cristo crocifisso, degli Apostoli (12 in numero) e dei semplici fedeli. L'anima dei fedeli che, uscita talvolta dal corpo in forma di c. o trasportata sulla nave verso il porto celeste, gode della felicità eterna sotto i suoi vari aspetti, riveste la forma di c. che bevono l'acqua da un vaso, beccano l'uva od altra frutta; ovvero, partecipi al trionfo di Cristo, tengono il ramo d'alloro o la corona nel becco, o ancora beccano le bacche della corona sorretta dalla croce trionfale.

BIBL.: F. Sühling, Die Taube als religiöses Symbol in christlichen Altertum, Früburg in Br. 1930. Luciano De Bruyne