FELICE, vescovo di APTUNGI. - Appare nel 311 quando partecipò alla consacrazione del vescovo Ceciliano di Cartagine, la quale segnò l'inizio dello scisma donatista. Fu perciò preso di mira dagli scismatici che si accanirono contro di lui allo scopo di infiarmare la validità dell'elezione di Ceciliano. Fu infatti condannato nel Sinodo donatista di Cartagine del 312 in cui con falsi documenti e testimonianze si affermò che F. aveva tradito durante la persecuzione di Diocleziano consegnando le S. Scritture.
Il suo preteso tradimento fu addotto poi come pretesto dai donatisti per non accettare le decisioni del Concilio romano del 313 nel quale fu riconosciuta valida l'ele
zione di Ceciliano. Costantino Magno allora per tagliar corto ad ogni intrigo ordinò al vicario d'Africa, Elio Paolino, di fare un'inchiesta sulla verità delle accuse lanciate contro F. L'inchiesta iniziata ad Aputungi e chiusa a Cartagine, e passata attraverso le mani di vari magistrati, fu completamente favorevole a F.; il proconsolo Eliano il 15 febbr. 314 proclamò l'assoluta innocenza dell'incusato e ne comunicò il risultato all'Imperatore. Quando F. sia morto non si conosce.
BURL: *Aelius Parnatianus F. episcopi Aumnusiani*, in CSBL, 26, pp. 197-204 e passim (v. indice); L. Duchenne. *Histoire enceinte de l'Eglise*, II, Parigi 1910, pp. 115-177; P. Monceaux. *Histoire littéraire de l'Afrique chrétienne*, IV, 1912, pp. 17-22. 210-230.