FERRERO (FERRERIUS), BONIFACIO

FERRERO (Ferrerius), Bonifacio. - Cardinale, della grande famiglia dei F. di Bicila, del ramo dei marchesi di Romagnano, n. nel 1476, m. a Roma nel genn. 1543. Ebbe varie abbazie tra cui quella di S. Benigno di Fruttuaria, ove si procurò il diritto di secca. Fu due volte vescovo di Ivrea, sede a cui rinunziò per quella di Vercelli ( 1509 e 1536), in favore dei fratelli Giovanni Stefano e Agostina. Creato cardinale il 1° luglio 1517 , ebbe altri vescovati e la legazione di Bologna ( 1541 ).

Vari membri di questa famiglia ressero per più di un secolo le diocesi di Ivrea e Vercelli : Giovanni: Stefano (n. nel 1473, m. il 3 art. 1520), fratello di Bonifacio, fu vescovo di Vercelli nel 1499 e di Bologna nel 1502, anno in cui fu fatto cardinale. Passò poi alla sede di Ivrea nel 1509. Fitchetto, nipote dei precedenti (n. nel 1500, m. a Roma il 13 ag. 1549), ebbe la sede di Ivrea a soli 18 anni. Fu due volte nunzio presso il re di Francia (1537 e 1540), e legato a Piacenza e ad Avignone. Cardinale nel 1549. Suo fratello Pierfrancesco (n. nel 1509, m. nel 1566), resse la diocesi di Vercelli dal 1536 al 1561 , anno in cui fu creato cardinale, dopo essere stato con Carlo Casale legato in Fiandra, e poi nunzio a Venezia ( 1560 1561). Partecipò al Concilio di Trento. Rinunciò alla sede di Vercelli in favore del nipote Guido (n. nel 1537, m. nel 1585), figlio di Maddalena Borromeo, zia di a Carlo. Fu nunzio a Venezia e legato in Romagna. Cardinale nel 1565. Ci ha lasciato una biografia inedita di Gregorio XIII (cf. Pastor, IX, pp. 892-94). Suo vicario a Vercelli fu il nipote Cesari Candillo (n. il 13 maggio 1537, m. il 21 febbr. 1610). Fu vescovo di Ivrea dal 1581, dove celebrò vari sinodi i cui atti furono pubblicati. Ultimo di questa famiglia fu Giovanni Stefano II (n. nel 1568, m. nel 1611), nunzio a Praga dal 1604 al 1607, il quale fu vescovo di Vercelli dal 1599 al 1610.

Bist.: F. Lins, Famiglie celebri italiane, s. V. Ferrero di Bicila. [G. Straglia], Memorie storiche sulla chiesa di Iveco, Ivrea 1881, pp. 80-87; R. Orsenigo, Vercelli sacra, Como 1909, passim; Pastor, IV-XII (v. indici); A. C. Meyer, Die preger Nautisten des Giovanni Stefano Ferreri (Muntraturberichte zur Deutschland, 4), Berlino 1913; Epistola et acta leduvenis Stephani Ferreri, 1600-1621, ed. Salvetti, Esistero (Epistolae et acta nuntiorum apostolicorum apud imperatorem, 3), Praga 1944. Renata Orsai Ausenda

FERRERO della MARMORA, Carlo Vittorio, detto anche Teresio Maria. - Cardinale, della medesima famiglia dei precedenti, ma del ramo dei marchesi della M., n. a Torino il 15 ott. 1757, m. nell'abbazia di S. Benigno di Fruttuaria il 31 dic. 1831. Il 27 giugno 1796 fu eletto da Pio VI vescovo di Casal Monferrato. Durante l'accupazione francese accolse Pio VI prigioniero e lo accompagnò fino a Torino. Il 1° febbr. 1805 Pio VII lo trasferì alle diocesi riunite di Saluzzo e Pinerolo, dove il F. cercò di rendere meno dure le condizioni del card. Parea e di altri prodei romani rinchiusi nel forte di Fenestrelle. Ristabilito l'antico governo nel 1814, fu nominato grande elemosiniere del re. Il 27 sett. 1824 venne creato cardinale de Leone XII. Molto erudito, membro del Collegio di filosofia dal 1786, coltivò particolarmente gli studi storici e si interessò