FERRETTI, Gabriele, beato. - Frate minore
osservante, n. in Ancona ca. il 1385, m. ivi il 12
nov. 1456. Discendente di nobile famiglia anconca-
tana, entrò presto nell'Ordine, distinguendosi per
virtù e austerità. Fu guardiano in Ancona e mini-
stro provinciale delle Marche. Alla sua morte, s. Gia-
como della Marca tenne il discorso funebre. Si at-
tribuiscono a lui molti prodigi, operati in vita e dopo
morte. Il suo culto ab innumerabili fu approvato da
Benedetto XIV.
FERRETTI, Gabriele. - Cardinale, n. ad An-
cona il 31 genn. 1795, nn. a Roma il 31 sett. 1860.
Nel 1827 fu nominato vescovo di Rieti ove, nel
1831, diresse la resistenza contro le truppe rivoluzio-
narie del generale Sarcognani. Nel 1833 fu inviato
nunzio apostolico a Napoli, dove prestò opera di
assistenza ai colorosi durante l'epidemia del 1837.
Nello stesso anno divenne arcivescovo di Fermo e nel
1838 cardinale. Si procurò non pochi avversari per le
severe riforme che volle instaurare nella sua diocesi.
Nel 1847 fu nominato, da Pio IX, segretario di Stato,
Seguendo la politica del Papa favorì, spesso in contrasto
con i conservatori, i neo-guelfi ed i liberali moderati, e
richiamò dall'esilio il Manniani. Scemata la sua popola-
rità per ferme misure decretate nel genn. 1848, ottenne
l'esonero della carica ed ebbe la legazione di Ravenna.
Dopo la fuga di Pio IX da Roma, passò a Napoli e quindi
a Malta. Tornò a Roma con la restaurazione e divenne peni-
tenziere maggiore nel 1852 e l'anno dopo vescovo di Sabina.
FERRETTI, Paolo Maria - Ritratto.
FERRETTI, Gabriele, beato. - Frate minore
osservante, n. in Ancona ca. il 1385, m. ivi il 12
nov. 1456. Discendente di nobile famiglia anconca-
tana, entrò presto nell'Ordine, distinguendosi per
virtù e austerità. Fu guardiano in Ancona e mini-
stro provinciale delle Marche. Alla sua morte, s. Gia-
como della Marca tenne il discorso funebre. Si at-
tribuiscono a lui molti prodigi, operati in vita e dopo
morte. Il suo culto ab innumerabili fu approvato da
Benedetto XIV.
FERRETTI, Gabriele. - Cardinale, n. ad An-
cona il 31 genn. 1795, nn. a Roma il 31 sett. 1860.
Nel 1827 fu nominato vescovo di Rieti ove, nel
1831, diresse la resistenza contro le truppe rivoluzio-
narie del generale Sarcognani. Nel 1833 fu inviato
nunzio apostolico a Napoli, dove prestò opera di
assistenza ai colorosi durante l'epidemia del 1837.
Nello stesso anno divenne arcivescovo di Fermo e nel
1838 cardinale. Si procurò non pochi avversari per le
severe riforme che volle instaurare nella sua diocesi.
Nel 1847 fu nominato, da Pio IX, segretario di Stato,
Seguendo la politica del Papa favorì, spesso in contrasto
con i conservatori, i neo-guelfi ed i liberali moderati, e
richiamò dall'esilio il Manniani. Scemata la sua popola-
rità per ferme misure decretate nel genn. 1848, ottenne
l'esonero della carica ed ebbe la legazione di Ravenna.
Dopo la fuga di Pio IX da Roma, passò a Napoli e quindi
a Malta. Tornò a Roma con la restaurazione e divenne peni-
tenziere maggiore nel 1852 e l'anno dopo vescovo di Sabina.
