FERRINI, CONTARDO, beato. - Giurista, n. a Milano il 5 apr. 1859, m. a Suna (Novara) il 5 ott.
1902. Si laureò in giurisprudenza a Pavia nel 1880, con una dissertazione in latino sull'importanza della poesia omerica ed esiodea per la storia del diritto penale; ed a Pavia assunse l'incarico di storia del diritto penale romano e, successivamente, quello di esegesi delle fonti del diritto romano. Vincitore del concorso per la cattedra di diritto romano, si recò nel 1887 a Messina, donde nel 1890 veniva chiamato a Modena, per tornare, infine, nel 1894, all'Ateneo pavese.

Fu tra i primissimi a dedicarsi in Italia allo studio del diritto bizantino: e, ad incitamento dello Zachariae von Lingenchal, intraprese nel 1881, appena ventiduenne, la cura di una edizione critica della parafrazzi greca delle Istituzioni giustiniane attribuita a Teofilo; in relazione a questo lavoro egli fu spinto a compiere una serie di indagini, specialmente sulle fonti, mentre d'altra parte si dedicava, insieme col Mercati, a studi che si conclusero con la pubblicazione (1897) del VII vol. Basilici (v.). La sua larga conoscenza delle lingue orientali fruttò, tra l'altro, la traduzione latina del cosiddetto Libro siro-romano. Collaborò all'edizione del Digesto, la cui prima parte fu pubblicata a Milano nel 1931.
Accanto a questa fervida attività di editore di testi, vi è quella di studioso acuto della personalità e delle opere di vari fra i minori giuriati romani; a lui si debbono inoltre numerosissimi lavori nei vari campi del diritto privato romano e moderno, un'ampia opera sui legati e fedecommessi (1880) e un manuale di Pandette (1900).

FERRO BATTUTO - Campanelle in f. b. (sec. XVI). Siena, Palazzo Piccolomini.
Particolare interesse ebbe per il diritto penale romano; da ricordare, fra gli altri, due studi sul tentativo (in collaborazione con lo zio, il penalista Antonio Buccellati) e, soprattutto, la Esposizione storica e dottrinale del diritto penale romano (1899), che regge degnamente il confronto con l'opera, quasi contemporanea e molto più vasta, del Mommsen.
Ad eccezione di quelli di maggior mole, i suoi scritti giuridici sono stati raccolti in cinque volumi (Milano 1929-30); una breve scelta dei suoi Scritti religiosi è stata ripubblicata a Milano nel 1947.