FERRINI, Contardo, beato. - Giurista, n. a Milano il 5 apr. 1859, m. a Suna (Novara) il 5 ott.

Ferri, Ciro - Altere dell'Aneunainta - Roma, chiesa di S. Ignazio.
1902. Si laureò in giurisprudenza a Pavia nel 1880, con una dissertazione in latino sull'importanza della poesia onerica ed esiocda per la storia del diritto penale; ed a Pavia assunse l'incarico di storia del diritto penale romano e, successivamente, quello di esegesi delle fonti del diritto romano. Vincitore del concorso per la cattedra di diritto romano, si recò nel 1887 a Messina, donde nel 1890 veniva chiamato a Modena, per tornare, infine, nel 1894, all'Ateneo pavese.
Educato in una famiglia profondamente cattolica, condusse vita esemplarissima e ben presto, dopo la sua morte, si diffuse la fama della sua santità. Il 4 luglio 1924 la sua causa venne introdotta presso la Congregazione dei Riti e l'8 febbr. 1931 Pio XI or-dinava la lettura del decreto sull'eroicità delle virtù; veniva beatificato il 13 apr. 1947 (cf. le varie Po-sitiones: 1. Super introductione causae, Roma 1919-22; 2. Super scriptis, ivi 1921; 3. Super virtutibus, ivi 1927; Super miraculis, ivi 1933; Novissima positio super miraculis, ivi 1941).
Fu tra i primissimi a dedicarsi in Italia allo studio del diritto bizantino: e, ad incitamento dello Zachariae von Lingenthal, intraprese nel 1831, appena ventiduenne, la cura di una edizione critica della parafrasi greca delle Istituzioni giustiniane attribuita a Teofilo; in relazione a questo lavoro egli fu spinto a compiere una serie di indagini, specialmente sulle fonti, mentre d'altra parte si dedicava, insieme col Alcerati, a studi che si conclusero con la pubblicazione (1897) del VII vol. Basilici (v.). La sua larga conoscenza delle lingue orientali frutto, tra l'altro, la traduzione latina del cosiddetto Libro siro-romano. Collaborò all'edizione del Digesto, la cui prima parte fu pubblicata a Milano nel 1931.
Accanto a questa fervida attività di editore di testi, vi è quella di studioso acuto della personalità della opere di vari fra i minori giuristi romani; a lui si debbono inoltre numerosissimi lavori nei vari campi del diritto pri-vato romano e moderno, un'ampia opera sui legati e fe-decommessi (1889) un manuale di Pandette (1900).

che, per quanto non potuto sottoporre a definitiva revisione, è ancora sussidio prezioso per ricerche appro-fondite.
Particolare interesse ebbe per il diritto penale romano; da ricordare, fra gli altri, due studi sul tentativo (in collaborazione con lo zio, il penalista Antonio Buccellati) e, soprattutto, la Esposizione storica e dottrinale del diritto penale romano (1869), che regge degnamente il confronto con l'opera, quasi contemporanea e molto più vasta, del Mommsen.
Ad eccezione di quelli di maggior mole, i suoi scritti giuridici sono stati raccolti in cinque volumi (Milano 1929-30); una breve scelta dei suoi Scritti religiosi è stata ripubblicata a Milano nel 1947.