FERRO BATTUTO. - La lavorazione con in-tenti artistici del f. b., cioè del ferro martellato, sbalzato e intagliato, ebbe la sua prima diffusione in Francia, in Germania in Spagna, intorno al sec. XII. Già le prime opere ornatissime ed esube-ranti dimostrano il grado di perfezione raggiunto da tale artigianato. Risalgono quel periodo esempi mirabili, come i cancelli del duomo di Puy in Fran-cia e quelli dell'abbaia di Marcevols in Spagna; di un secolo dopo sono le splendide imposte di Notre-Dame a Parigi e della cattedrale di St-Gilles in Van-dea (v. CANCELLO).
In Italia l'uso di utilizzare il ferro come elemento di decorazione si afferma solo nel Trecento con opere notevolissime come le cancellate di S. Corona a Vi-cenza, quelle delle Arche scaligere a Verona ed altre, specie in Toscana, ove l'impiego del f. b. prese un notevolissimo sviluppo per tutto il sec. XIV e il XV.
I documenti parlano del senese Conte di Lello che con il figlio Jacopo batteva nel 1337-38 le cancellate
per il duomo di Orvieto, e di Pietruccio di Betto che, anche nel 1238, lavorava a S. Miniato al Monte F. Fabrizio, oltre che di numerosi altri artigiani, grandemente operosi nelle città toscane. A Siena, nel 1306, un francese, Bertino di Pietro, di Rouen in Normandia, costruiva un primo orologio pubblico; più tardi, nel 1348, batteva le cancellate per il Duomo, adattando il gusto natio fiorito ed esuberante alla gentile tradizione senese.
A Firenze, gli artigiani del 4. b., riuniti nella corrispondenza dei fabbri fin dal sec. XIII, costruiscono oggetti d'uso pratico come fanali, campanelle, portafacce e lanterne, fra cui quelle, celebrata anche dal Vasari, che Niccolò Caparra batté per gli Strozzi, oggi a Palazzo Guadagni.
Dalle esperienze gotiche, nelle quali si inserivano con maggiore facilità i frastagliati ornamenti in f. b., si passò poi alle più serene forme rinascimentali. Si ricordi, fra le altre, la cancellata della Cappella Castelli in S. Pietro, a Bologna, del 1433.
Nel Cinquecento la decorazione fu ancora più sobria, secondo l'ispirazione delle architetture del Bramante, dei Sangallo, di Michelangelo, del Vignola, del Sansovino, ecc.
L'abbondanza decorativa riprese invece vigore nell'epoca barocca con una esuberanza maloga a quella del periodo gotico, specie oltremontano. Si costruirono parapetti per balconi e finestre (son da citare magnifici esemplari nelle case di Siena, di Lucca, di Genova, di Venezia, quelli della sinagoga a Padova, ecc.), inferriare ricchissime come quelle della Biblioteca Bertoliniiana a Vicenza, del Palazzo Aldovrandi a Bologna, dell'ex-convento di S. Maria in Gradi a Viterbo, del Palazzo Sal-

per il duomo di Orvieto, e di Pietruccio di Betto che, anche nel 1338 , lavorava a S. Miniato al Monte a Firenze, oltre che di numerosi altri artigiani, grandemente operosi nelle città toscane. A Siena, n
di S., in Dedalo, 3 (1922-23), pp. 368-69. Per Andrea: Q. H. Giglioli, il dosale di altare di A. F., in L'osservatore fiorentino, 1914, pp. 52; C. Gumbel, A. F., in Dedalo, 10 (1920-30), p. 228. Fabia Borrani