FILIGRANA. -
I. NELL'ARTE
Si definisce con tale nome un lavoro di erofficeria in fili d'oro o d'argento torti insieme, intrecciati a formare spesso arabeschi o disegni, saldati nei punti di contatto. Nella dissimulazione delle saldature consiste appunto il segreto che rese per grande tempo il lavoro di f. prerogativa di alcuni eroffici.L'estremo Oriente conobbe forse la f. da tempi molto remoti e dall'Oriente la moda passò a Bisanzio e quindi, durante il medioevo, ebbe grande diffusione a Genova e Venezia; in Francia entrò invece abbastanza tardi, verso il sec. XVI.
A Venezia, ornati di f. appaiono nelle pala d'argento dormo donata dal primitivo Pellegrino II (1195-1204) al duomo di Cividale, ma anche molti altri oggetti del tesoro marciano risultano lavorati con tale tecnica; lavoro veneziano il Toscano suppone anche il fermaglio ritrovato nella tomba di Clemente IV (m. nel 1268) a Viterbo, come anche gli ornati dei candelabri di cristallo donati da Carlo II d'Angiò al S. Nicola di Bari. Oltre quelli veneziani, vanno ricordati alcuni lavori dei Bizantini stessi, che in Sicilia hanno lasciato, ed es., la ricca tira d'oro ritrovata nella tomba di Costanza (ora nella cattedrale di Palermo), con smalti, gemme e perle; in essa la f. ricopre tutta la calotta. F. simili a queste siciliane (che si distinguono dalle veneziane perché la f. non è attorta ma arricciata) e nelle quali va forse veduta anche l'opera di artisti musulmani si ritrovano anche in molti altri oggetti del tesoro normanno di Vienna.
II. NELLA BIBLIOFILIA
La bibliofilia, che ha desunto il termine della lavorazione dei metalli, denota con questo nome l'impronta che il cartario fissava sul foglio di carta mediante un disegno a filo metallico inserito nella forma (v. CARTA). La f. costituisce pertanto la marca di fabbrica della carteria, ed è rappresentata da figurazioni svariatissime che talora hanno dato nome a particolari tipi di carta. La più antica che si conosca risale al 1282, e rappresenta una croce.Poiché veniva impressa al centro del foglio, la sua posizione nelle carte di un libro varia e seconda del formato, in ragione delle piegature che il foglio stesso ha subito. È elemento critico importantissimo per accertare falsi, per determinare data e provenienza di manoscritti e documenti cartacei non datati. Oggi si incontra soltanto in carte di pregio e nella carta da valuta.