FINIGUERRA, MASO. - Orafo, nielatore e disegnatore, n. a Firenze nel marzo del 1426, m. ivi nell'ag. del 1464. Scolaro del padre Antonio, dapprima fu aiuto del Ghiberti nella seconda porta del battistero. Dedicandosi dal 1449 all'arte del niel-
lo (v.), intagliava (1452) una Pace su commissione dell'Arte di Calimala. Lavorò a lungo nella bottega dell'orafo Pietro di Bartolomeo Sali, frequentata da Antonio Pollaiuolo, amicissimo del F. Baldovinetti (v.) annote nei suoi Ricordi (1463-64) di aver dipinto le teste di cinque figure in due tarsie di Giuliano da Majano su disegno di M. F., per gli armadi di S. Maria del Fiore. Di tali tarsie l'Annunciazione in S. Maria del Fiore (sacrestia nuova) è quella che con maggiori probabilità risale a un disegno del F. sebbene
altri (Berenson, Arcangeli), ritengano tutte le tarsie eseguite su cartoni di A. Baldovinetti (Natività, S. Zanobi, Circoncisione, Profeti Amos e Isaia). Comunque, l'Annunciazione non è soltanto baldovinettiana: sono evidenti i richiami al Pollaiuolo, al Castagno, e si notano affinità con Giovanni di Francesco. Tale potrebbe essere il F.: non forte, anzi sfuggente personalità. Al quale non si possono riconoscere, almeno allo stato attuale delle ricerche, neanche i due nielli, le Paci, del Museo nazionale di Firenze. La Crocefissione infatti è forse di Matteo Dei e non corrisponde alla descrizione del Cellini (Trattato della orificeria); l'Incoronazione presenta caratteri lippeschi e non rientra nel ciclo della Passione di Cristo, secondo la notizia del Vasari.
D'altra parte è assai incerta l'attribuzione al F., sia di numerosi disegni, come di una Cronaca fiorentina disegnata, a penna, che trovasi al British Museum, e che presenta spesso caratteri peselliniani, più che pollaioleschi.