FLANDRIN, JEAN-HYPPOLITE. - N. a Lione il 23 marzo 1809, m. a Roma il 31 marzo 1864. Dopo aver studiato in patria dal 1829, è a Parigi all'Accademia, scolarò di Ingres. Tre anni dopo è a Roma, astratto dall'arte del primo Rinascimento studiata pittura di Raffaello.
Ed a Roma cominciò ad orientarsi verso quella pittura soggetto a spirito religioso che poi non doveva più abbandonare per tutta la vita. Nel 1837 F. infatti dipingeva una S. Chiara che guarisce i ciechi per la cattedrale di Nantes, e, tornato in Francia, iniziava una vasta apprezziassima attività di freschista.
Fra le sue opere si ricordano: le pitture della cappella di S. Giuseppe nella chiesa di St-Severin (1840-41), quelle del coro della chiesa di St-Germain-des-Prés a Parigi (1842-46), quelle della chiesa di S. Paolo a Nîmes, altre della chiesa di S. Vincenzo de Paoli, inoltre nel 1855 dipingeva le pitture nell'abside di S. Martino d'Ai-nay a Lione i quindi, finalmente, fra il 1856 e il 1861, 20 Scene del Vecchio e del Nuovo Testamento nella nave maggiore della chiesa parigina di St-Germain-des-Prés.
F., oltre che in queste pitture di carattere religioso, eccelse nell'arte del ritratto e numerose sue opere si conservano nei principali musei di Francia ed anche in Italia. Fu pittore purista, tuttavia fedele agli ammaestramenti di Ingres che si può dire non abbia mai dimenticato. Ed anche quando venne attratto nell'orbita del purismo romano, caratterizzato dall'attività dei Nazareni, seppe mantenere un tono di grande dignità formale e disegnativa di gusto francese che indubbiamente fu il suo pregio migliore.