FIAMMINGA, ARTE. - Con la denominazione di a. f. si intende il complesso di manifestazioni artistiche proprie dei Paesi Bassi meridionali, cioè del territorio che coincide in linea di massima con quello politico belga di oggi; regioni artisticamente preponderanti furono le contee di Fiandra (con Bruges e Gand), di Hainaut, ma anche dell'Artois, il ducato di Brabante (Bruxelles, Lovanio, Hal, Anversa), il Limburgo (Maaseyck, Tongres) a la zona della Mosa (con Liegi, Namur). Multiple sono le relazioni dell'a. f. con l'arte delle confinanti regioni della Francia settentrionale, della bassa Renania e specialmente dei Paesi Bassi settentrionali (Olanda), così che tal-
volta si deve escludere una netta distinzione tra la produzione degli artisti fiamminghi operanti in patria e quella degli artisti attivi in paesi limitrofi. D'altro canto, mentre numerosi olandesi lavorarono in Fiandra, molti fiamminghi contribuirono a rendere artisticamente importante la corte di Borgogna sul finire del '300 e nel '400, e molti esercitarono la loro arte anche in Italia dal tardo '500 in poi.
Due sono i periodi, nei quali l'a. f., sempre importante, prende un posto preponderante nelle sviluppo ge-
nerale dell'arte europea a ciò sempre nella pittura. Durante il '400, nel periodo che segue il passaggio dal tardo gotico ad un più accentuato naturalismo, cioè nel periodo compreso fra la produzione dei van Eyck e quella dei successori di Rogier van der Weyden; e nel '600, ad opera del vasto gruppo di pittori attivi intorno al Rubens e al Van Dijck. Inoltre sono di altissima importanza: gli orifici tardo-romanici a gotici fiamminghi, nonché i miniaturisti del tardo sec. XIV e primi del XV. Anche la fabbricazione di arazi dal '400 fino al '700 ha avuto notevole importanza nel quadro dell'arte europea.
Dell'architettura chiesastica dell'età romanica sono rimaste - oltre le piccole costruzioni di Waha e Celles - parti nelle successive costruzioni gotiche della cattedrale a di St-Quentin di Tournai, della cattedrale di

Tra le più significative testimonianze dello stile tardo-romanico (o primo gotico) sono da porre i preziosi reliquiari della regione della Mosa; quello di Tournai, eseguito nel 1205 da Nicolaus di Verdun, un maestro già attivo prima del 1200 con capolavori quali il reliquiario dei Re Magi del duomo di Colonia, quello di Siegburg, l'altare di Klosterneuburg in Austria (1181) e il candelabro di bronzo «Trivulzio» del duomo di Milano. Nicolaus fu preceduto da Godefroid de Claire, e seguito da altri maestri della scuola mosana che lavorarono smalti, quali Hugo di Oignies (reliquiario Namur) a dai maestri dei reliquiari di S. Eleuterio-Tournai (1247), di S. Renacilio-Stavelot (1265), di Nivelles (1272-98: gotico puro). Del 1113 è il fonte battesimale in rame di St-Barthélemy di Liegi; sculture romaniche si trovano nelle chiese di Liegi, Tournai, Gand ecc. Famosi gli avori della scuola Liegi-Metz. Tra le miniature pregotiche vanno menzionati l'Evangelinario di s. Livino a Gand (S. Bavo); i mss. 974


Nessun pittore fiammingo anteriore ai Van Eyck ebbe altrettanta importanza europea. Il più significativo era stato M. Broederlam attivo oltre che a Ypres, sua città natale, con lo scultore Sluter alla corte di Borgogna, mentre un Giovanni di Bruges aveva disegnato cartoni per gli arazzi di Angers: il più vasto ciclo di arazzi gotici conservato. Poco si sa dei maestri di Jean Mansel, di Guillebert de Mets, Jacques Coëne. Con i fratelli Hubert e Jan van Eyck, e il loro Altare di Gand, uno dei più eminenti capolavori dell'arte europea, ha inizio quella ricchissima ininterrotta catena di grandi pittori fiamminghi, che fece, per più di due secoli, dell'a. f. uno dei più vivi centri della pittura europea. I pittori più importanti del '400 sono: Petrus Christus, seguace diretto di Jan van Eyck, maestro Bruges nel 1444, e ivi morto nel 1472; Robert Campin, nato verso il 1379, attivo a Tournai e morto quivi nel 1444; il suo scolaro Jacques Daret menzionato nel 1404-68 e dal 1432 maestro a Tournai; il Maestro di Flémalle, identificato da alcuni con il Campin, da altri con il giovane Rogier van der Weyden; Rogier van der Weyden, nato a Tournai ca. il 1399 e morto nel 1464; Giusto di Gand (Joos van Wassenhove) che lavorò alla corte d'Urbino; Ugo van der Goes di Gand, m. nel 1482; Dierick Bours, di origine olandese, nato a Haarlem verso il 1420, e morto nel 1475, attivo Bruxelles Louvain; Giovanni Memling nato tedesco, ma vissuto
a Bruges, fra il 1435 e il 1494; Gerard David, nato olandese, influenzato da U. van der Goes e dal Memling, attivo a Bruges, era nato dopo il 1455, ed a morto nel 1523.
L'a. f. del Rinascimento si orientò subito verso un ricco e talvolta complicato manierismo, sotto forti influssi italiani; gli artisti principali vivono tra Bruxelles e Anversa, ed hanno frequenti contatti con artisti olandesi. A Bruxelles: Jan Gossaert Mabuse (ca. 1478-1535); Bernaert van Orley (1492-1542); L. V. Valckenborch (ca. 1540-1625); Colin de Coter; ad Anversa: Brueghel (v.); Joos van Cleve (m. nel 1540); Quentin Massys (1466-1530, da Louvain); P. Aertsen (1508-75 da Amsterdam) con M. V. Roymerswaele e J. V. Hemessen; Pieter Coecke van Aelst 1502-50; Joachim de Patinir (1475-1524); Cornelia e Frans de Vriendt (Floris, prima del 1520-70, anche teorico d'architettura); Joachim Bueckelaer (ca. 1533-73); M. de Vos (1532-1603); i due Pourbus ritrattisti, dei quali il più giovane (1509-1622) attivo anche a Mantova. Anche A. Moro, olandese di nascita e vissuto fra il 1512 e il 1576, fu ritrattista. A Bruges: furono attivi J. Prevost di Mons, m. nel 1529, che lavorò anche ad Anversa: A. Isenbrant (scolaro di G. David), m. nel 1551; Lancelot Blondel che fu anche scultore; P. de Witte, detto Candido (1548-1628), scolaro del Vasari, attivo anche a Firenze a Roma, ed in Baviera; in Italia lavorano oltre i sumominati Floris ecc.: M. Coxie (1499-1502) e M. P. Brill (1530-84; 1554-1626) attivi a Roma; D. Calvaert (1540-1619) che lavorò a Bologna, influenzando il Rent ed altri bolognesi; Martin de Vos (1532-1603) e L. Toepot Pozzoserrato (1550-97) che lavorò a Venezia; il Bilivert, e lo Stradano (1523-1605) attivo a Firenze e tanti altri fino al Rubens, a van Dijck, al Sustermans, ecc. Uno dei principali «romani» fu L. Lombard, con Coecke e Blondel, che esercitò un profondo influito sull'architettura e sulla scultura fiamminga. In Spagna lavora Juan de Flandes
(fot. Jules Masters)
FIAMMINGA, ARTE - Jacipit dell'XI libro della Città di Dio, tradotta in francese. Codice miniato verso il 1445 per J. Chewot, vescovo di Tournai, dal frate Cottin di Tournai inginocchiato ai piedi del trono del sovrano - Bruxelles, Bibl. reale, n. 9015, 16.
morto prima del 1519. Nell'architettura durante il Rinascimento si accentua l'influsso italiano, specialmente nelle chiese dei Gesuiti a Gand, Anversa, Bruges, Lovanio, Namur. Architetti come Venc. Coebergher (1561-1634; chiesa di Montaigu), P. Huyssens (1577-1637); Jac. Francquart (1582-1651) continuano nel tardo Rinascimento, specialmente ad Anversa, le forme architettoniche che Lombard, Floris (opere a Tournai, Gheel, ecc.) avevano preparato. Lo stesso vale per la scultura del Rinascimento e quindi dell'età barocca che ebbe artisti notevoli in Jean Monc (fine '400 - ca. 1549); J. Dubroucq (ca. 1500-84, opere a Hal, Mons); A. Quellinus II Vecchio e il Giovane (1609-68; 1625-1700); i Verbruggen; P. Duquesnoy (1594-1643), attivo anche a Roma; L. Delvaux (1696-1778), operante sotto l'influsso del Bernini.
Ma fu di nuovo la pittura che dette all'a. I. importanza europea durante il sec. XVII con P. P. Rubens (1577-1640; v.) scolaro di Othogenio V. Veen (1558-1629) e i suoi più grandi seguaci, con A. van Dijck (1599-1641) e J. Jordacq (1593-1678) e intorno a questi maestri si formano scuole e gruppi di artisti che si esprimono con naturalismo penetrante e grande senso del movimento, sempre buoni e spesso nudaci coloristi: fra i paesaggisti dopo i Brueghel, Valckenborch, Coninelco, Vinckebcons sono da ricordare: J. V. F. de Momper (1564-1635); G. de Witte; S. Vranex (1573-1647); R. Savery (1576-1650); J. Wildens (1586-1653); L. V. Uden (1595-1672); J. Siberechts (1627-1703); J. F. Millet (1642-1679); C. Huysmans (1648-1727). Fra i ritrattisti: F. Pourbus (1569-1622); Corn. de Vos (1585-1651); Philippe de Champaigne (poi a Parigi: 1602-74); G. Coques (1614-84). Dipinsero in genere scene sacre e di genere: G. Seghers (1591-1651); G. de Crayer (1584-1669); Th. Rombouts (1597-1637); C. Schut (1597-1655); G. Douffet (1594-1660); Th. V. Thulden (1606-70); A. Brouwer (1605-ca. 1638) e D. Teniers il Giovane (1610-90) con il Ryckaert, Craesbeeck, Tilborch ecc.; A. F. van der Meulen (pittore di battaglie: 1632-90); G. de Lairesse (1640-1711). Fra i pittori di animali e di nature morte ricordiamo: Fr. Snijders (1579-1657); P. de Vos; J. Fyt (1611-61). Importanti, specialmente intorno a Rubens, anche gli incisori e gli xilografi: L. Vorsterman, i due Bolwert, Cr. Jegher, Dirk Vellert, P. Pontius, lo stesso van Dijck. Frattanto continua l'arte dell'arasso a Bruxelles, Tournai, Audenarde, Anversa e in parte su disegni di Rubens, della sua scuola, del Teniers ecc. Si fanno anche vetrate su disegno di D. Vellert; e vengono lavorate porcellane a Tournai e merletti a Bruxelles.
Per l'Ottocento ci si deve contentare di poche indicazioni: eccellono sulla schiera degli artisti ottocentisti, come pittori di scene storiche, G. Wappers (1603-74); A. Wiertz (1606-65); H. Leys (1615-69); Ch. De Groux (1625-70); come pittore naturalista A. Stevens (1623-1606); quale illustratore F. Rops (1633-98); C. Meunier (1631-1605), scultore, di nuove tendenze sociali; e James Ensor (1650-1648) uno dei protagonisti della pittura e dell'arte grafica moderna. Fra i pointillisti ebbe nome Th. van Rysselberghe, fra gli espressioni C. Permeke, fra gli scultori G. Minne (a. nel 1866). L'architettura è arletta, dopo lo storicismo di un L. Suys e un J. Poelaert, verso l'Olanda, la Germania, la Francia con Henry Vandevelde, V. Horta, V. BORGHESE, G.
V. Rysselberghe
Vedi tavv. LXXXI-LXXXII.Brm., A. Michiels, Histoire de la peinture flamande, 10 voll., Bruxelles 1865-76; A. J. Wouters, La peinture flamande, ivi 1883; G. Debois-Buzold, Die bichliche Baukunst des Abendlandes, Stoccarda 1884-85; C. C. A. Dehalouss, Hist. de l'art dans les Flandres, l'Artois, le Hainaut avant le XVIe siècle, Lilla 1886; H. Hymans, L'Association des primitifs flamands à Bruges, Parigi 1902; H. Fierens, Recueil de documents visés, à l'hist. de l'industrie drapée en Flandre, ed. G. Espines et H. Fierens, Bruxelles 1906; J. Helbig-J. Brassins, L'art Récon depuis l'introduction du christianisme, ivi 1906-11; H. Fierens Gevaert, Les primitifs flamands, 4 voll., ivi 1908-12; J. de Bosscher, La sculpture auversoise, ivi 1909; M. Rooses, Flandre, Parigi 1913 (con bibl.); L. Cloquet, Les artistes wallons, Bruxelles 1913; M. Rooses, L'arte in Flandra, vers. it., Bergamo 1914; J. Casier, L'art ancien dans les Flandres, 3 voll., Bruxelles-Parigi 1914-22; M. Wackernagel, Die Baukunst des 17. a. 18. Jahrhunderts, Potsdam 1915; P. Clemen - C. Guillin, Die Klosterbanken der Zisterciener in Belgien, Berlino 1916; P.
