FERRI, CIRO

FERRI, CIRO. - Pittore, n. a Roma nel 1634, ivi m. il 13 sett. 1689. Fu discepolo e collaboratore di Pietro Berrettini da Cortona. Sotto la direzione del maestro eseguì nella galleria del Palazzo del Quirinale durante il pontificato di Alessandro VII due affreschi rappresentanti l'Annunciazione e una Storia di Ciro.

Nel 1659 fu invitato a terminare nel Palazzo Pitti la decorazione lasciata incompiuta dal Cortona: vi finì

Article illustration
FERRI, CIRO - Altare dell'Annunziata - Roma, chiesa di S. Ignazio.
la sala di Apollo (1660) e vi dipinse la sala di Saturno (1663-64). A Firenze, dove restò fino al 1665, rimane di lui il quadro dell'altare maggiore in S. Maria Maddalena dei Pazzi, rappresentante la Santa titolare della chiesa in gloria con la Vergine. Si recò poi a Bergamo e vi rimase fino al 1667, affrescando la navata destra di S. Maria Maggiore. Nel 1669 tornò a Roma, dove condusse a termine vari lavori lasciati incompiuti dal Cortona, tra i quali gli affreschi della cupola della cappella Gavotti in S. Niccolò da Tolentino. L'ultimo suo lavoro in Roma fu la decorazione della cupola di S. Agnese in Piazza Navona, rimasta incompiuti alla sua morte e terminata dal suo scolaro P. Corbellini. In Roma eseguì altre pitture in S. Marco, in S. Andrea al Quirinale, in S. Prassede ecc. Per il duomo di Monte Perzio dipinse S. Antonio e il Bambino Gesù a per S. Maria della Scala a Siena S. Teresa e s. Agostino. Fece il disegno per il ciborio dell'altare maggiore della Chiesa Nuova a quello per terminare l'altare maggiore di S. Giovanni de' Fiorentini, cominciato dal Borromini.

Nel campo della pittura profana, oltre le opere ricordate nel Palazzo Fitti, affrescò nella Villa Falconieri di Frascati le allegorie della Primavera, dell'Antunno e dell'Inverno, che sono forse i suoi capolavori. Lavorò anche a frontespizi di libri, armi, imprese, ecc.

Il F. fu anche scultore; già la guida di Roma dei Titi (1763) citava come eseguite su suoi disegni due statue d'argento nella chiesa di S. Lorenzo in Damaso, raffiguranti i ss. Lorenzo e Damaso; anni or sono furono identificate quattro sue statue nella sacrestia della chiesa romana del Gesù, rappresentanti S. Francesco Saverio, S. Teresa da Lima, S. Filippo Neri e S. Isidoro Agricola. In queste sculture si ritrovano le stesse forme delle pitture, plasticamente tradotte. Nelle opere maggiori il F. non seppe mai svincolarsi dell'influsso cortonesco; più personali sono invece i minori lavori di decorazione.

BIBL.: L. Pascoli, Vite ecc., I, Roma 1730, pp. 171-79; G. Galassi Paluzzi, Quattro statue di C. F., in La canonizzazione dei ss. Ignazio da Lojola e Francesco Saverio, ivi 1922 (v. indice); H. Voss, Die Malerei des Barock in Rom, Berlino s. d.,

pp. 55-56; V. Galzio, Pittori e scultori nella chiesa di S. Agnese in Piazza Navona in Roma, in Archivi, 3 (1933-34), pp. 300-301. Vincenzo Galzio

Cite this article

“FERRI, CIRO.” Enciclopedia Cattolica, vol. V (1950), p. 723. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/ferri-ciro.