FESTA, Costanzo. — Musicista, n. nella diocesi di Torino (come risulta da un motu proprio di Leone X, in data 1° nov. 1517), verso il 1465, m. a Roma il 10 apr. 1545; nel 1517 fu aggregato al Collegio dei cappellani cantori pontifici di lo stesso anno composto 2 versi del Miserere, a 4 e 5 voci (Cod. Sist. 205-206); nel 1519 un suo motto è a 6 voci venne pubblicato nel 1. IV dei Mottetti della corona (Fossombrone 1519). Da allora compose molta musica sacra e profana che gli meritò larga fama.
L'elogio funebre lo chiamò "musicus excellentissimus et cantor egregius"; lodi, più o meno ampie, ne fanno P. Aron (Lucidaria di Musica, Venezia 1545), G. M. Nanino (Centocinquantesette contrapunti sopra del canto fermo intitolato la base di C. F., Blantaya 1862), G. M. Lanfranco (Scintille di musica, Brescia 1533). Studi recenti hanno confermato questi giudizi e stabilito che nel F. la scuola romana ebbe, non solo il fondatore, ma il primo grande contrappuntista italiano che, per i motetti e i madrigali, usò dello stile a cappella con risultati veramente artistici, distinguendosi, in particolare, per l'importanza espressiva data alla voce superiora, la cui effusione, nel canto arioso e spiegato, sarà caratteristica della sensibilità italiana.
La maggior parte della sua musica sacra è in manoscritti della Biblioteca Vaticana, dell'archivio della Cappella Pontificia (30 anni a 3 e 6 voci; 12 Maggifest, un Te Deum, 1 messe a 4 voci, responsori, antifone, una decina di motetti, un credo a 5 voci, ecc.), del Liceo musicale di Bologna (4 motetti a 4 voci e Pucherina mulier); le raccolte a stampa che contengono musica sacra di C. F. vanno dal 1519 (Mottetti de la Corona) al 1596 (un famoso Te Deum cantato in Vaticano fino a tutto il secolo scorso, a brevi versetti su melodie del canto piano, in responsori, antiphone e layman) e sono per lo più raccolte veneziane, romane e incombuesi; contengono motetti, un Maggifest su tutti gli otto tanti a 4 voci, lamentationes, ecc. Dal Burney (v. BIBLICA) fu pubblicato Quam pulchro es, a 3 voci (1543); dal Torchi un Regens regnum a 4 voci (1513) in L'Arte musicale in Italia (I, Milano 1897, p. 49); da P. Alfieri un Te Deum a 4 voci in Raccolta di musica sacra (III, Roma 1846, p. 406). Recentemente (1935), una ventina di composizioni sacre, sotto il titolo di Sacrae cantiones 3, 4, 5, 6 volubiles, sono state edite dal Pontificio istituto di musica sacra, in Roma, con ampia prefazione del Dignino. Scrisse inoltre ca. 125 madrigali, dal 1533 in poi; essi furono stampati a Venezia in raccolte che vanno dal 1533 al 1549, contenenti musiche del Verdelot, dell'Archadelo, del Gero ed altri.
Biall.: C. Burney, A general history of music, III, London 1789, pp. 244-46; G. Baini, Memorie storico-critiche della vita e delle opere di G. P. da Palestrina. I. Roma 1828, pp. 18-19, 100, 188, 215, 225; II. in 1828, n. 105; F. X. Haberl, Die müsische Schola cantorum, Ratisbona 1858, pp. 74-82; A. Canetti, Per un precursore di Palestrina, C. F., in Bollettino bibliografico musicale, 6 (1931), pp. 5-20.