FESTE, ANNUNZIO DELLE

FESTE, ANNUNZIO delle. — Nel giorno della Epifania, dopo il Vangelo, il diacono annunzia le 6 mobili del nuovo anno. La melodia che lo accompaia è molto antica EVANGELISTA (v.). La frase ha un inizio festoso, poi ridiscende leggermente e si sviluppa in un recitativo che è un vero modello del genere.

L'uso di annunziare le 6. o le principali ricorrenze per la riunione dei fedeli rimonta ai primordi del cristianesimo, quando le prossime riunioni erano indette veramente dal vescovo che presiedeva l'adunanza, come attestato s. Ignazio (PG 5, 271), s. Dionisio d'Alessandria (Ep. ad Germanum; PG 10, 1324), s. Cipriano (Ep. 63, n. 16; PL 4, 398). Ai tempi di s. Girolamo i cristiani erano chiamati all'agape dei praecones di cui servono; a Cura ad agapem vocaverint, preco condicuntur (Ep. 22; PL 22, 418). Costoro erano spesso diaconi. L'Ordo de Si-Anand dice: «Quando lactaniam maior debet fieri, annuntiabit eam diaconus in statuae catholicae et dicit: Feria tali veniente collecta in basilica beati illius, statio in basilica sancti illius et respondit omnis: Deo gratias» (L. Duchesne, Les origines du culte chrétien, Parigi 1925, p. 493).

Ad Alessandria il 6 genn. d'ogni anno si pubblicava la Epistola festalis, lettera collettiva dei vescovi, nella quale si dava l'annunzio della Pasqua e delle f. mobili. Forse è questa l'origine della lettera pastorale che i vescovi sogliono indirizzare ancor oggi ai loro fedeli all'inizio della Quaresima. Nella Liturgia gallicana mancano le formole delle quali abbondava Roma e l'Oriente; in-

fatti i Concili di Auxerre (578) e il IV Sinodo di Orléans ordinano: "ut omnes presbyteri ante Epiphaniam missos suos dirigant qui eis de principio quadragesimae nuntient, et in ipsa Epiphania ad populum indicent" (M. Gerbert, Monumenta veteris liturgiae Alexandriae, I, S. Brinien 1777, p. 450). Nella liturgia mozzarabica l'annuo si faceva a Natale, immediatamente dopo il Vangelo.

Bibl.: G. Morin, Fomula annunciandarum festivitatum, in Ancedotio Maredsolarum, I: Liber Comicus, Marcellus, 1893, p. 301 seq.; M. Ferotin, L'annonce des salmumiles religieuses dans la liturgie mozarabe, in Monumenta Ecclesiae liturgica, V: Liber Ordinum en nuocere dans l'Eglise ecclesiastique et mozarabe d'Espagne du Ve an XIe siècle, Paris, 1904, p. 510; G. Vale, La hortamatio Poschaitis in Epiphania et la sua antica formula Aquileense, in Rassegna gregoriana, 4 (1903), pp. 317-22; F. Cabrol s. V. in DACL, I, coll. 2330-41; M. Righetti, Storia liturgica, II, Milano 1946, p. 74 seq.