FILATTERIE (gr. φυλακτήρια «amuleti»). - Strisce di pergamena, ove sono scritti passi della legge mosaica. Quest'usanza attestata fra i Giudei, oltre che dal Vangelo (Mt. 23, 5), da Flavio Giuseppe (Antiq. Iud., IV, 21-23) e da antichi scrittori cristiani, è collegata ad una falsa interpretazione della calda raccomandazione, in Ex. 13, 9, 16 e Deit. 6, 8; 11, 18, di ricordare e osservare costante mente la legge di Dio.
In seguito a un'esegesi servile s'introdusse l'obbligo (forse fin dal tempo di Esdra, o poco dopo) di un arnesi di preghiera, formato dalle «parole divine» (Deut. 6, 4-9; 11, 13-21; Num. 15, 37-41), trascritte in pezzi di pergamena, chiuse in due capsule di cuoio, le quali, al momento della preghiera, si legavano al braccio sinistro ed al capo, di modo che la capsula pendesse in mezzo agli occhi. Nella Misnà sono dette i pibillini («preghiere») e si danno norme precise al riguardo. Non le dovevano portare né le donne, né gli schiavi, né i bambini. Legato a quest'uso è quello della misnà. Angelo Penn