FILIPPO, APOSTOLO, santo. - Uno dei «dodici», di Bethsaida (v.), il quinto negli elenchi (Mt. 10, 3; Mc. 3, 18; Lc. 6, 14; Act. 1, 13). Nei Vangeli, solo Giovanni ne dà informazioni biografiche. Chiamato da Gesù, ne informò l'amico Nathaniel a Bartolomeo (?) così: «Abbiamo trovato Quegli di cui scrisse» Mosè nella Legge e i profeti: è Gesù di Nazareth, figlio di Giuseppe» (Io. 1, 43-45). Parlava secondo l'opinione comune, ignorando ancora il mistero. Apprestandosi a moltiplicare i pani, a Gesù che gli chiese, per metterlo alla prova, «dove trovare pani» per tutti, F. rispose che «non basterebbero 200 denari per dare a ciascuno una piccola porzione» (Io. 6, 5-7). Non segue da ciò che F. fosse l'economo del collegio apostolico.
I proseliti greci del giudaismo, per accostarsi a Gesù, si rivolsero a F., che ne parlò ad Andrea, ed entrambi li presentarono al Maestro, ottenendo una risposta confermata da una voce dal cielo (Io. 12, 21-31). Nell'Ultima Cena, all'altra domanda di F.: «Signore, mostraci il Padre», Gesù rispose tra l'altro: «F., chi ha visto me, ha visto il Padre... Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me...» (Io. 14, 9-11).
La tradizione è concorde nell'attribuire a F. l'evangelizzazione della Frigia: è incerta sul resto della sua biografia. Qualcuno lo confuso con F. DIACONIA (v.). Lo pseudo Abdia gli attribuisce l'evangelizzazione della Sciàzia. Secondo Policrate (presso Eusebio, Hist. ecc., III, 31; PG 20, 28c) sarebbe morto a Gerapoli di Frigia. Dalle sue tre figlie, Papia, vescovo di Gerapoli, avrebbe appreso che F. risuscitò un morto (Eusebio, loc. cit., 39). È incerto il genere del martirio: parecchi attestano che fu crocifisso capovolto. Leggendari sono gli sporcifidi di F. (v. sotto). La Chiesa lo festeggia assieme a S. Giacomo il Minore al 1° maggio, ricordò della dedizione della Chiesa ora chiamata dei XII Apostoli in Roma.
Batt.: F. Vigouroux, Philippe Ap., in DB, V, coll. 657-70. Pietro De Ambroggi
ATTI DI F. - Apocrifo, le cui origini risalgono alla 1° metà del sec. IV.
La tradizione del testo è molto complicata. Il testo intero non si è conservato, ma solo frammenti di singoli Atti, che rappresentano probabilmente diverse recensioni del testo originale, anche in lingue orientali (siriaica, armena, copta, araba); il difficile problema letterario non è stato finora bene studiato. L'autore di questi Atti di basso livello intellettuale ha conosciuto i grandi Atti apocrifi degli Apostoli ed era un eretico del tipo dei messaliani che viveva forse in Asia Minore. Il Salterio manichèo copto (cf. A. Manichèan Psalm-Book, II, 24, 9-11).
