FILIPPO L'ARABO (M. IULIUS PHILIPPUS)

FILIPPO L'ARABO (M. Iulius Philippus). - Imperatore romano, n. verso il 204 a Šuhbah nella Traconitide, m. a Verona nell'ott. 249. Figlio di Giulio Marino, sceicco arabo, sposò Otacilia Severa dalla quale ebbe un figlio chiamato anche lui F. Poche

notizie si conoscono della sua vita prima dell'ascensione al potere. Appare la prima volta come ufficiale dell'esercito romano nella guerra sostenuta da Gordiano III contro i Persiani, nel 242-43. Alla morte di Timositeo, suocero di Gordiano, fu eletto prefetto del pretorio. Approfittando del potere che gli veniva dalla carica si diede a suscitare presso i soldati il malcontento contro l'Imperatore e, messosi a capo di una congiura, nel marzo del 244 uccise Gordiano, al quale succedette.

Ottenuta l'approvazione del Senato romano, cui fece credere che Gordiano fosse morto di malattia, si affrettò a concludere la pace con i Persiani. Lasciò in Oriente il fratello Prisco e venne a Roma, dove seppe vincere le ostilità che gli si erano suscitate contro. Passò i primi due anni di regno nel combattere contro i Carpi, che molestavano i coloni romani del basso Danubio, riportandone uno splendido trionfo nel 247. Intento nelle province orientali dell'Impero scoppiarono delle sommose capitanate da pretendenti al trono; la più pericolosa fu quella della Mesia, dov'era governatore lo stesso suocero di F. A reprimeria questi vi mandò il generale Decio, che giunto sul posto fu acclamato imperatore dai soldati. F. gli marcò contro, ma a Verona fu vinto ed ucciso, mentre il figlio veniva sgozzato a Roma dai pretoriani. Sebbene giunto al potere con l'intrigo e l'assassinio, F. si mostrò però energico e generoso; emanò legga per rialzare la pubblica moralità. Secondo una tradizione raccolta da Eusebio (Hist. eccl., VI, 34), s. Girolamo (De viris illustr., 54), s. Giovanni Crisostomo (De s. Bubyla, 6), F. sarebbe stato il primo imperatore cristiano. Riferisce Eusebio che durante il viaggio per Roma, trovandosi F. ad Antiochia la vigilia di Pasqua, il vescovo lo costrinse a chiedere perdono dei suoi misfatti ed a starsene con i penitenti. Certamente F. si mostrò molto benevolo verso i cristiani; permise al papa Fabiano di riportare a Roma i corpi del suo predecessore Ponziano e quello di Ippolito, che erano morti in Sardegna (Lib. Pont., I, p. 125); fu in relazione epistolare con Origene (Eusebio, Hist. eccl., VI, 36). Tuttavia bisogna dire che il suo cristianesimo, se veramente l'abbracciò, rimase

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FILIPPO il Buono, duca di BORGOGNA - F. il III. al campo di Musei - L'Evêque, Miniatura (sec. XV) - Parigi, Biblioteca Nazionale, ms. fr. 9199, f. 37.
(per cortesia del dott. B. Degenhart)
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FILIPPO L'ARABO - BUGO - ROMA, Museo Vaticano.
(fot. Anderson)
allo stato latente ed intimo e non pervenne mai ad una professione esplicita ed esterna. Durante le solennità millennarie della fondazione di Roma, infatti, nel 247, celebrate con feste religiose e popolari, F. si mostrò certamente pagano. Negli ultimi mesi del suo regno scoppiò ad Alessandria una feroce rivolta contro i cristiani: i pagani, sobillati da un fanatico poetastro, ne saccheggiarono e bruciarono le case; ci furono anche dei martiri: alcuni fedeli infatti furono fustigati e lapidati, un certo Serapione ebbe le membra rotte a poi fu precipitato dalla sua stessa casa, la vergine Apollonia dopo aver avuto spezzate le mascelle fu bruciata viva (Eusebio, Hist. eccl., VI, 41).

BIBL.: E. Stein, s. V. in Pauly-Wissowa, X, coll. 735-70; A. Manaresi, L'Impero romano e il cristianesimo, Torino 1914, pp. 317-20; P. Allard, Storia critica delle persecuzioni, ed. it., II, Firenze 1935, pp. 207-43, 450-54. Agostino Amore
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“FILIPPO L'ARABO (M. IULIUS PHILIPPUS).” Enciclopedia Cattolica, vol. V (1950), p. 786. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/filippo-l-arabo-m-iulius-philippus.