FLORENSI. - I F. sono una diramazione dell'Ordine cistercense, anzi la prima riforma introdotta nella famiglia di s. Bernardo. Furono fondati in Calabria nel 1189 FIORE, IL (v.), che in quell'anno lasciò il monastero di Corazzo, di cui era abate, per ritirarsi, con il monaco Radiero, prima a Pietralar e poi in piena Sila, a S. Giovanni in Fiore. Il richiamo emanato dal Capitolo generale dei Cistercensi nel 1195 non fu accolto dai due monaci, i quali riuscirono ad ottenere la conferma alla loro iniziativa dal papa Celestino III, con bolla del 25 apr. 1196.
L'archicemobio di S. Giovanni in Fiore fu largamente arricchito di donazioni, di immunità e di privilegi dai papi a dagli Svevi, si da diventare una delle più potenti abbazie dell'Italia meridionale; seguirono altre fondazioni in Calabria, in Puglia, in Lucania, in Campania, nel Lazio e perfino in Toscana: nella prima metà del sec. XIII le abbazie fiorensi erano una quarantina e tra queste ebbero rinomanza Fontelaurato, Calabro-Maria e Acquaviva in Calabria, S. Tommaso di Rutigliano nelle Puglie, Revigliano in Campania, Camalora in Toscana e soprattutto Monte Mirteto e S. Maria della Gloria, nel Lazio meridionale, particolarmente predilette da Onorio III, da Gregorio IX, che ne era stato il fondatore da cardinale, e da Alessandro IV. La Congregazione fiorente ebbe il suo periodo di splendore nel sec. XIII, in cui i papi la predilebbero e le affidarono molti e delicati incarichi. In quel secolo la santità vi si affermò con una schiera di discepoli dell'abate Gioacchino, quali i bb. Pellegrino, Bonazio, Matteo Vitori, Benedetto di Fontelaurato, Giovanni d'Aquitania e Pietro di Acquaviva. Ma nel sec. XIV è in piena decadenza, accentuata dalla commenda che subentrò dalla metà del sec. XV in poi. I F. superstiti furono riuniti al tronco cistercense de s. Pio V nel 1570.