FONDI, DIOCESI DI

FONDI, DIOCESI di. - La d. di F. era nell’attuale provincia di Latina, e comprendeva anche i territori di Campodimiele, Lenola, Sperlonga e Monticelli.
FONDI, DIOCESI di. - La d. di F. era nell’attuale provincia di Latina, e comprendeva anche i territori di Campodimiele, Lenola, Sperlonga e Monticelli.

Antichissima città degli Aurunci, divenuta municipio romano nel 188 a. C., F. ebbe importanza nel medioevo e già nel V sec. faceva parte del territorio della Chiesa. Distrutta dai Saraceni (844), nel 1266 fu conquistata da Manfredi. Nel sec. XIV era passata ai Caetani, e ne diveniva il centro della potenza. Invero, con il favore di Onorato I Caetani, il 20 sett. 1378 i cardinali francesi poterono eleggere F. l’antipapa Clemente VI. Pur non escludendo che nel sec. III sia esistita una comunità cristiana F., data la poca attendibilità di quei codici del Liber Pontificalis, che fanno consacrare da papa Antero (235-36) un vescovo fondano, la nessuna sicurezza che il martire Magno sia stato vescovo locale, il primo presule certo è Vitale, che partecipa ai Sfondi dal 487 al 502. Nella serie episcopale vanno ricordati S. Andrea, di cui parla S. Gregorio I (Dial., 3, 7) e Gennaro Vincenzo Tortora, con cui quella si chiuse avendo Pio VII, il 27 giugno 1818, unito la diocesi di F. alla finitima di Gaeta.

F. conserva ancora le mura del sec. I a. C. con un tratto poligonale; l’Appia antica, attraversandola da est ad ovest, ne costituisce il decumano. Notevoli l’ex cattedrale S. Pietro con ambone e cattedra d’arte campana dei secc. XII e XIII; il campanile di S. Maria, l’interno di S. Francesco ed il chiostro di S. Domenico del sec. XIV; la collegiata di S. Maria, il portale di S. Francesco; la rocca ed il palazzo feudale del sec. XV. - Vedi tav. XCIV.

Bibl.: Cappelletti, XXI, pp. 344-351; B. Gams, Series episcop., Ratisbona 1873, p. 880; G. Conte Colino, Storia di F., Napoli 1902; B. Amante e R. Bianchi, Memoria storiche e statistiche del ducato, della contea e dell’episcopato di F. in Campania, Rocca S. Cassiano 1903; G. Q. Giglioli, F., in Assonini, (1911), p. 71 seq.; G. Caetani, Domus Caetana, S. Casciano