FORMOSO, PAPA. Forse nativo di Roma. Niccolò I (585-67) nell'864 o 865 le fece cardinale vescovo di Porto e nell'autunno dell'366 lo inviò con Paolo di Populonia tra i Bulgari per promuoverne la conversione. Ebbe tale successo che il loro re, Boris, lo chiese come arcivescovo.
Verso la fine dell'867 F. fu richiamato a Roma, tenuto in grande considerazione anche da papa Adriano II (867-72). Ma il successore Giovanni VIII (872-82) che lo riteneva un nemico personale, dopo avergli affidati nei primi anni incarichi di fiducia (Jaffé-Wattenbach, 3918) lo mise poi in stato di accusa pensando di avere le prove di macchinazioni compiute da F. contro la Curia. F. fuggì da Roma ed allora un Sinodo lo scomunicò e depose (19 apr. 876), condanna rinnovata nei Concili di Pontifìcio (giugno 876) e Troyes (ag. 878). Il 14 sett. il Papa lo ammetteva alla comunione laica, a patto che non mettesse più piede in Roma. Invece Marino I (882-84) lo assolse e il successore Adriano III (884-83) gli ridiede la sua antica sede di Porto. F. nell'885 consacrò il nuovo papa Stefano V (885-91), a cui successe il 19 sett. 891. Nella questione foziana assunse un atteggiamento di estremo rigore (Jaffé-Wattenbach, 3478); si pronunciò in favore dell'unione della sede di Brema con Amburgo (ibid., 343, 348, 3488); sostenne il carolingio Carlo contro Eudes (ibid., 3490-94). Il 30 apr. 892 incoronò imperatore Lamberto di Spoleto come associato al padre, Guido. Ma ben presto, contro gli Spolétani, chiamava in Italia incoronava imperatore Arnoldo di Carinzia (22 apr. 896). Morì il 4 apr. 896; in tempo per non vedere gli Spolétani ridiventare padroni di Roma. La loro vendetta fu feroce. Nel genn. 897 il cadavere di F. estratto dal epilocro, dove dormiva da nove mesi, fu portato in un Sinodo presieduto da Stefano VI (896-97) e sottoposto a regolare processo. Dichiarata nulla la sua elezione, illegittimi i suoi atti e invalide le sue ordinazioni, fu sepolto in una fossa comune, donde il popolaccio lo estrasse per gettarlo nel Tevere.

Ha clima tropicale e piogge monsoniche. Ricca la produzione agricola (riso, tè, canna da zucchero, cotone) e forestale (confura: 90 \% del quantitativo mondiale), notevoli anche le possibilità minerarie (carbone, oro, zolfo, petrol