FORNACALIA. - Era una festa mobile concep-
tiva, che cadeva nella prima metà del febbr., in
un giorno prestabilito dal capo delle curie, decu-
rione massimo, in onore della dea Fornax, indigi-
tazione del nume che vigila il riscaldamento del
forno (Festo, s. v.). Chi per distrazione non era stato
presente alla festa poteva supplire partecipando alle
Quirinalia, dette perciò anche « stultorum ferisc ».
Il rito consisteva nell'abbrustolire, nel forno di cia-
scuna curia, chicchi di farro prima di pestarli nel mor-
taio, circostanza che denuncia l'arcaicità della festa, an-
teriore all'uso della macina. Seconda la tradizione sa-
rebbe stata istituita da Numa.
Le F. servivano anche per il censimento urbano pri-
ma del regolamento di Servio Tullo, dovendosi com-
piere il sacrificio da ciascuno nella propria curia. Il rap-
porto tra F. e Quirinalia si spiege considerando la re-
lazione che lega il Flamine Quirinale con quanto si ti-
ferisce all'agricoltura. D'altra parte è evidente l'analo-
gia di Fornax con Vesta, ambedue rappresentate dal fuoco.