FORMOLA SACRA. - Nelle religioni non cristiane la f. s. è legata al valore sacro-magico che si attribuisce alla parola; questa non è ritenuta un semplice flatus vocis, ma qualcosa di attivo che produce ciò che esprime. Il che spiega nelle menti primitive o incolte la preoccupazione di evitare il nome di cose o persone pericolose o almeno di designarle con parole eufemistiche affinché l'evocazione non le renda presenti.
L'efficacia della parola aumenta di valore quando è legata ad una formola che meglio ne precisa il significato imperativo. Ma perché l'efficacia sia piena occorre che la f. s. sia pronunciata integralmente (carta verba) e con la voluta modulazione di voce (carmen) e talora con ripetizione ternatia.
Affinché la parola possente diventi f. s. di preghiera occorre però che colui che l'adopera riconosca al di sopra di lui una volontà cosciente che occorre rendersi propizia, esponendole lo scopo dell'azione sacra a lei diretta. Si hanno così f. s. che interpretano il valore di un rito e vengono pronunciate nel momento culminante della cerimonia; p. es., presso i Romani, nella dedizione di un tempio, il dedicante, poggiando la mano sullo stipite della porta, pronuncia la f. dichiarando le condizioni e gli obblighi dell'offerta: «ollis legibus dabo dedicabque quas hic hodie palam dixero»; vi sono f. s. di preghiera laudative o imperative proposte da chi dirige la cerimonia e ripetute o confermate dai presenti con una frase di adesione; f. s. di contenuto dottrinale in cui è compendiato l'insegnamento o espressa l'aspirazione mistica di una data religione; p. es., «Non vi è altro Dio che Allāh e Miometto è il profeta di Allāh dei musulmani; ovvero «O gioiello nel loto! amen» dei buddhisti: formola che, letteralmente, si riferisce alla figurazione del Buddha seduto sopra un fiore di loto, e misticamente vale: Gloria alla religione (Buddha) sulla terra (loto); questa formola ha per i buddhisti valore di salvazione.
Per le f. s. del rituale cristiano V. Sacramenti; per le f. s. dottrinali V. SUBROLO.
BIBLI: Fr. Heller, Das Gebet, Monaco 1921, pp. 58-68; G. van der Leeuw, Phänomenologie der Religion, Tübing 1933, pp. 379-84. Nicola Turchi