FOSSOMBRONE, DIOCESI DI

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FOSSOMBRONE, Diocesi di. - Città e diocesi della provincia di Pesaro, ha una popolazione di 25.000 ab., tutti cattolici; conta 40 parrocchie, 51 sacerdoti secolari e 5 regolari; un seminario minore (1048).

F., l'antico Forum Sempronii, che però era lungo la Via Flaminia, a qualche chilometro dall'attuale città, ripete il suo nome dal triumvirio C. Sempronio Graeco. Fu importante municipio romanico, devastato prima dai Goti e poi distrutto da Liutprando, venne riedicato più tardi nel luogo della città attuale, a sinistra del Metauro. Incluso nella donazione di Pipino e di Ottone IV imperatore concesso in feudo ad Azzo VII d'Este (1210-28), passò sotto la signoria della famiglia Pofi e quindi della Chiesa (1292). In seguito, come feudo della S. Sede, fu governato dai Malatestia di Rimini (1340-45), che lo venderono a Federico di Montefeltro di Urbino. Dal 1500 al 1503 subì la breve parentesi del dominio di Cesare Borgia, finché nel 1631 venne riunito agli Stati della Chiesa.

Da una triplice notizia del Martirologio geronimiano al 2 febbr., relativa a F., il Delehaye ha potuto restituire la lettura originaria: «Faro Semproni Via Flaminia miliario ab Urbe CLXIII dedicato basilicae Sanctorum Sixti, Laurenti et Ippoliti», Essa si riferisce al giorno di dedicazione della Basilica in loro onore eretta ivi. F. non ebbe martiri propri. Nella Cattedrale «trova l'epigrafe epistografica di un Vergilius presbiter del sec. V» (CIL, XI, 2, 6118). Il primo vescovo sicuro di F. è Innocentius alla fine del sec. V.
Dei successori poco si sa, essendo l'elenco molto frammentario. Si ricorda Pietro, che nell'876 o 877 fu legato di Giovanni VIII in Francia. Tra gli altri vescovi menzionati: Fulciuno, legato di Gregorio VII al Concilio di Salona, che incoronò il duca Demetrio, degli Illirici e dei Damiati; S. Ildebrando Faber (1119), morto all'età di 118 anni; Girolamo Santucci (1170), che costruì il palazzo vescovile, restaurato nel 1824 dal vescovo Luigi Ugolini; Paolo di Middelburg (1494), insigne matematico ed autore di un'opera sul computo della Pasqua; Giulio Alvisini (1808), internazionale in Russia.

L'antico episcopato era immediatamente soggetto alla S. Sede; soltanto nel 1563 fu aggiunto come suffragane all'arcivescovo di Urbino.

Tra i cittadini ecclesiastici illustri, oltre vari vescovi, si notano i fratelli Ludovico e Raffaele Tenglia, confondatori dell'ordine dei Cappuccini (1528); Domenico Passionei (1682-1761), che nel 1738 fu creato cardinale da Clemente XII, ed i generali di Ordine: Domenico Muzi dei Camaldolesi nel 1695, Andrea Borghese nel 1713; Domenico Andrea Rossi nel 1765, entrambi dei Conventuali.

Oltre il Seminario piccolo, eretto nel 1630 dal vescovo Benedetto Landi presso la chiesa di S. Anna, e, dopo le peripezie della fine del sec. XVIII, passato nel 1824 nel grandioso Palazzo Passionei, il cui atto è stato con raccolto molto iscrizioni greche e latine e l'aula massima un magnifico librostro del sec. III e IV. Anonverrà la Biblioteca Passionei con oltre 20.000 volumi, molti incunaboli e parrocchi manoscritti, nonché il civico Museo Vernarecci, con oggetti di scavo dell'oro romano, sculture del Rinascimento, pitture tra cui quelle del pittore locale G. F. Guerrini (n. nel 1538, n. tra il 1555 ed il 1650) seguace del Guercino, maioliche, disegni e stampe.

La città ed i dintorni abbondano di antichità, quali il passo del Furlo, galleria scavata nel monte dall'Imperatore Vespasiano (70-76); il ponte di Traiano (115) presso Colmezzo «quello di Diocleziano (202) sul Monte Tauru. Tra gli importanti resti della Rocca Malatestiana (sec. XIV) sorge la chiesa di S. Aldebrando con cappella i cui affreschi erano stati attribuiti ad O. Nelli. Nella cattedrale a tre navate, già abbadia di S. Maurengo, ripartita sulla fine del sec. XVIII, si conserva un politico marrone di Domenico Rosselli (1480), che forse modellò anche la lunetta sul portale della chiesa di S. Francesco (1483). Nella cappella del palazzo vescovile si trova l'affresco della Crocifissione attribuita a Timoteo della Vite (1493).

In F. si ricordano: il monastero di S. Faustina; S. Maurengo sul Metauro, abbazia benedettina confermata da Onorio III nel 1224; S. Antonio dei Celestini (sec. XVI). - Vedi tav. C.

Bibl.: Cappelletti, III, pp. 245-53; G. Moroni, Diz. d'antichissimo stor. eccles. XXVI, pp. 20-43; A. Vernareghi, Le prime memorie del cristianesimo in F., Fossombrone 1695; id., F. dei tempi antichissimi ai nostri, ivi 1697; Eubel, I, p. 264; II, p. 172; III, pp. 214-15; IV, p. 189; P. F. Kehr, Italia pontificia, IV, Berlino 1699, pp. 214-17; Lanzoni, I, pp. 495-97; H. Delehaye, La diduccione de la battilique de F., in Rendiconti della Pont. Accad. rom. di archeol., sec. 3, 6 (1695), pp. 169-171; Cottinau, I, col. 1202.