FOSSANOVA, ABBAZIA di. - Nel 1133 Innocenzo II concedeva un monastero benedettino, al margine meridionale delle paludi pontine non lontano da Priverno e la cui origine si fa risalire allo stesso s. Benedetto, ai Cistercensi, che risanarono la località costruendo un canale per il deflusso delle acque (fosso novo, donde il nome), ed iniziarono nel 1173 una nuova chiesa. Questa, dedicata alla Vergine, come tutte le chiese dell'Ordine, e a s. Stefano, fu consacrata nel 1208 da Innocenzo III, ed è la prima costruzione di stile cistercense nel Lazio.
La semplice facciata è arricchita da un portale con decorazioni cosmatesche e da un grande rosone. L'interno dà un'impressione di semplicità e di chiarezza: è a tre navate, di cui la centrale assai alta, con volte egivali ed archi a crocere, ed è caratteristico per il tiburio ottagono che sovrasta il presbiterio; da un portale ad arco trilobo di singolare architettura si accede al chiostro, di cui tre lati, che risalgono alla costruzione primitiva, sono ad arcate a pieno centro riunite in gruppi di cinque, mentre il quarto è stato rifatto più tardi (1280-1300) in forme gotiche da marmorari romani; al centro questo lato è interrotto da un'edicola che si protende sull'area

libera tenuta a giardino. Il vasto refettorio e la sala capitolare sono in uno stile di transizione romanico-gotico. Nell'insieme i caratteri di questo grandioso complesso di costruzioni mostrano la confluenza nella regione di varie tendenze; così che pare accettabile l'ipotesi del Giovannoni che lo considera come il risultato della collaborazione di artisti stranieri con maestranze locali e di altre regioni della penisola, soprattutto meridionali. In una camera del convento, poi trasformata in cappella, spirò nel 1274 a. Tommaso d'Aquino. - Vedi tav. XCIX.