FRANCESCO BORGIA (DE BORJA), SANTO

FRANCESCO BORGIA (DE BORJA), santo. - Terzo preposito generale della Compagnia di Gesù, n. a Gandia (Spagna) il 28 ott. 1510, m. a Roma il 30 sett. 1572. Pronipote di papa Alessandro VI e di Ferdinando il Cattolico. Dopo una prima educazione molto più in famiglia, per l'influsso della nonna e di una zia clarisse, riparò, in occasione d'una sollevazione, a Saragozza dallo zio arcivescovo, dove si diede agli studi, alla musica ed alle armi. Nel 1523-35 visse a Tordesillas (Valladolid) come paggio di Giovanna, madre di Carlo V, e ritornato dallo zio compì gli studi di filosofia. Nel 1528 passò alla corte dell'Imperatore e l'anno dopo, per desiderio di Carlo V, sposò donna Leonora de Castro, dama prediletta dell'Imperatrice, e fu nominato marchese di Lambal e cavallerizzo maggiore. F. B. si distingueva già allora per pietà, onestà, nobiltà. La morte dell'Imperatrice e la meditazione delle vanità del mondo alla vista del suo cadavere putrefatto, a Granada (1539), operarono una piena conversione del Santo a Dio, rafforzata dai consigli del S. Giovanni d'Avila. Nominato viceré di Catalogna (1539-45) e divenuto duca di Gandia (1543), F. B. governò con grande senno e prudenza i suoi popoli, finché alla morte della moglie (1546) fu accettato nella Compagnia di Gesù da S. Ignazio. Emissi i voti solenni nel 1548, rimase, con dispensa del Papa, ancora al governo del ducato, finché avesse sistemato la posizione dei figli. Il 31 luglio 1548 ottenne da Paolo III la bolla Pastoralis officii che approvava il libro degli Esercizi spirituali, ed il 15 ott. 1549 un'altra Licet debitum che concedeva importanti privilegi al suo Ordine, a cui egli confidò anche il Collegio universitario eretto a Gandia. Nel 1550, recatosi a Roma per il Giubileo e ricevutovi solennemente, decise l'abdicazione, che compì al ritorno in patria, con grande emozione in tutta Europa.

Ordinato sacerdote (23 maggio 1551) iniziò viaggi di predicazione con grandi concorsi di folle. Nominato commissario generale per la Spagna ed il Portogallo (1554) il Santo estese e rafforzò il giovane Ordine, organizzando 3 province con le loro missioni dipendenti (Florida, Nuova Spagna e Perù), fondando case (Placencia, Valladolid, Siviglia, Simancas ecc.), Carlo V, che sempre l'aveva stimato, volle averlo presso di sé più volte nel convento di S. Giusto, dove si era ritirato, lasciandolo suo esecutore testamentario (1558). Segui un periodo di prove, di malintesi con Filippo II, perché dai malevoli avevano calumniato il Santo, di perplessità per la condanna fatta dall'inquisitore spagnolo delle opere di F. B. Solo più tardi si seppe che il provvedimento era dovuto al fatto che gli editori, ad inaspura del Santo, avevano stampato insieme coi suoi anche gli scritti poco ortodossi di alcuni ignoti. Chiamato a Roma da Pio IV, F. B. fu nominato assistente di Spagna e vicario generale e, dopo la morte del S. Llanes, gli succedette nel governo di tutto l'Ordine (1565), che egli rafforzò internamente ed estremamente, curando una nuova versione (latine) delle Costituzioni, promulgando le Regulae communis (1567), e formulando meglio quelle dei singoli uffici. Le pratiche spirituali e le consuetudini furono fissate con maggior determinatazza. F. B. fondò il Collegio Romano, il noviziato di S. Andrea al Quirinale, il Collegio dei Penitenzieri ed il Seminario Romano. Ottenne l'accrescimento della Compagnia di Gesù in Francia ed in Germania, l'introduzione in Polonia e nelle missioni delle Indie occidentali. Fu tenuto in grande stima da S. Pio V, al quale però resi-

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(per cortesia dei Chierici Regolari Minori) FRANCESCO CARACCIOLO, santo - Ritratto.
stette rispettosamente quande il Papa voleva, mutando le costituzioni, introdurre nell'Ordine l'obbligo del coro. Inviato dal Papa nella legazione di Spagna, Portogallo e Francia per la lega contro i Turchi, ed assolto l'importante incarico (1571), F. B. morì a Roma. Fu beatificato nel 1624 e canonizzato da Clemente X il 12 apr. 1671. - Vedi tav. CV.

BIBL.: Monum. histor. S. J.: Monumenta Borgiae. 5 voll., Madrid 1804-1911; Sommervogel, I. coll. 1808-17; A. Astrain, Historia de la Compañía de Jesús en la asistencia de España, II. Madrid 1910-17, pp. 110-14; P. Susu, Hist. de st. Fr. de Borgia, Parigi 1910; O. Karrer, Der hl. F. V. B., Priburgo 1921; M. da Fonseca, S. Fr. de Boria, Rio de Janeiro 1912. Arnoldo Lanz
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“FRANCESCO BORGIA (DE BORJA), SANTO.” Enciclopedia Cattolica, vol. V (1950), p. 959. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/francesco-borgia-de-borja-santo.