FRANCESCO CARACCIOLO, santo. - N. a Villa S. Maria (Chieti) il 13 ott. 1503 da nobile famiglia, visse esemplarmente nella casa paterna sino ai 22 anni, quindi si recò occultamente a Napoli dove fu ordinato sacerdote. Ricevuta per errore una lettera del ven. servo di Dio Agostino Adorno e del consanguineo Fabrizio Caracciolo abate di S. Maria Maggiore di Napoli, che si proponevano di fondare il novello Ordine dei Chierici Regolari Minori, li segui immediatamente e con loro ne redasse le costituzioni, ottenendone in Roma l'approvazione di Sisto V il 1° luglio 1588. Nella professione seguì in Napoli l'anno successivo cambiò il nome di battesimo Ascanio in quello di F. Morto l'Adorno il 29 sett. 1591, il Capitolo generale elesse all'unanimità F. C. a suo superiore generale.
La sua breve vita fu un miracolo di carità e di zelo apostolico, di aspra e continua penitenza. Diffuse la devozione verso la S.ma Eucaristia e valle che l'adorazione perpetua fosse un distintivo proprio del suo Ordine. Morì in Agnone la vigilia del Corpus Domini 4 giugno 1608. Fu beatificato da Clemente XIV il 10 sett. 1709 e canonizzato da Pio VII il 24 maggio 1807. Le sue spoglie sono venerate nella chiesa di S. Maria in Monte Vergine nella a Napoli. Dei suoi scritti ci restano alcune lettere e un libro di pietà intitolato Le sette stazioni. Festa il 4 giugno.
FRANCESCO GIAUSEPPE di Asburgo-Lorca, imperatore d'Austria e re d'Ungheria. - Figlio dell'arciduca Francesco Carlo, fratello dell'imperatore Ferdinando e di Sofia di Baviera, n. nel castello di Laxenburg il 18 ag. 1830, m. a Schönbrunn il 21 nov. 1916. Ebbe accurata e severa educazione, impartitagli da maestri di valore, tra i quali spiccano il conte di Bombelles e l'abate Rauscher, futuro cardinale-arcivescovo di Vienna, i quali, insieme alla madre, contribuirono anche ad infondergli il profondo rispetto e la coscienza pratica della fede cattolica, rimastagli fino alla morte. Non era destinato al trono, ma le circostanze ve lo portarono durante la crisi del 1848. Salitovi, dopo l'abdicazione dello zio, il 3 dic. dello stesso anno ereditò uno Stato che pareva destinato a sicuro sfacelo.
Il giovane monarca ebbe però la fortuna di trovare al suo fianco un uomo, il principe Felice Schwarzenberg, deciso a ricostituire il prestigio della dinastia. Infatti nel breve spazio di un anno l'impero si trovò di nuovo saldamente nelle mani dei governanti. Iniziate trattative con i vescovi, F. G. annullò le disposizioni che regolavano i rapporti tra Chiesa e Stato fin dall'epoca di Giuseppe II. Con le patenti imperiali del 18 e del 23 apr. 1830 i vescovi riacquistarono il pieno diritto di comunicare liberamente con la S. Sede e di sindacare la nomina dei docenti di teologia, la cui preparazione non desse il necessario affidamento. Fu il primo passo verso la definitiva eliminazione del giuseppismo sanzionata in seguito dal concordato del 1853. Dopo le guerre del 1859 e del 1866, il movimento liberale si rafforzò. L'era dell'assolutismo era tramontata e l'imperatore dovette concedere una costituzione.

1613 FRANCESCO GIUSEPPE DI ASBURGO – FRANCESCO MARIA DA LECCE 1614
(1931), pp. 509-26. Sulla situazione della Chiesa cattolica in Austriae-Lungenia durante il regno di F. G. cf. H. Brück, Geschichte der katholischen Kirche in Deutschland im neunzehnten Jahrhundert, III V. 2, Münster 1908, passim, e J. Schmidtlin, Papstgeschichte der neunten Zeit, II-III, Monaco 1934-36, passim. Silvio Furlani