FRANCESCO di PAOLA, santo. - Fondatore dell'Ordine dei Minimi. N. a Paola in Calabria, il 27 marzo 1416. Dodicenne vestì per un anno l'abito votivo francescano e compiuto il voto si recò in Assisi. Passando per Roma venerò le tombe degli Apostoli e dei martiri; quindi rientrato in patria si ritirò in un bosco dove visse sei anni da eremita. Scoperto il suo antro alcuni giovani vollero divenire suoi discepoli: così ebbe origine l'Ordine dei Minimi.
L'attività del nuovo apostolo fu volta ad estinguere gli odi, gli egoismi e la corruzione di quel secolo, richiamando gli uomini dal rinascente poganesimo alla pratica della vita cristiana. Riuscì efficacissimo l'esempio dell'austero penitenza congiunta ad una grande carità e al dono dei miracoli e della profezia di cui il Santo era così abbondantemente ricco da potersi paragonare ai più illustri taumaturghi della Chiesa. Fu aperto difensore del popolo contro le angherie dei principi e dei signori. Anche al re di Napoli Ferrante d'Aragona rimproverò il mal governo minacciando i castighi divini. Invano esortò il monarca a desistere da guerre intestine,

(per certeria del p. Gennaro Moretti)
Per obbedire a Sisto IV si recò, quasi settantenne, nel 1483 in Francia presso Luigi XI, il quale sperava di essere miracolosamente guarito. L'eremita confortò il sovrano e, nonostante le difficoltà frapposte da invidiosi cortigiani, riuscì a disporre l'animo del re, fino allora tenacemente attaccato alla vita terrena, a desiderare quella celeste. Poté così Luigi XI sistemare, con il consiglio di F., non pochi affari importanti del Regno, e, ricevuti, in piena coscienza, i Sacramenti, morire piissimamente, con edificazione della Francia e dell'Europa intera. F. si trattenne alla reggia per assistere spiritualmente i figliuoli del re, da lui affidatigli prima di morire, e poi ancora per volere dei successori. Il Delfino, divenuto poi Carlo VIII, ebbe in grande venerazione il Santo dal quale riconobbe non pochi favori personali e per il Regno.

(per cortesia del p. Gennaro Moretti)
Caratteristiche virtù di s. F. di P. furono l'umiltà e la carità; straordinaria la mortificazione: non mangiò mai carne o laticini, digiunava quasi quotidianamente, dormiva pochissimo a quasi sempre sulla nuda terra. Morì a Tours il 2 apr. 1507 a 91 anni, di cui venticinque trascorsi alla corte di Francia. Fu beatificato nel 1513 a sei anni dopo canonizzato da Leone X che lo disse «Inviato da Dio ad illuminare, quale mistica face, le tenebre del suo secolo» (bolla di canonizzazione).
Il suo culto si diffuse nel mondo; molte città ed alcune regioni lo hanno eletto patrono. Pio XII lo proclamò nel 1943 patrono dei marittimi della nazione italiana. È invocato per ottenere la prole. Festa il 2 apr.
Opere: oltre le Regole monastiche, si conservano molte lettere sue. La più completa raccolta, tra cui però non poche apocrife, è di F. Preste, Centuria di lettere di s. F. di P., Roma 1665.
ICONOGRAFIA. - Di s. F. di P. si può asserire che si conosca la vera effige, tramandata da alcuni ritratti antichissimi. Il primo fu fatto eseguire dal re Ferrante nel 1483 quando il Santo fu suo ospite a Napoli: si conserva nella chiesa conventuale, già dei Minimi, di Montalto Uffugo (Cosenza); tuttavia pare che esso sia non l'originale, ma una antichissima copia. Originali sono invece due dipinti in Roma, uno d'ignoto, alla Trinità dei Monti, l'altro a S. Andrea delle Fratte del Paris Nogari (1535-1600). Il più autentico ritratto è del pittore di Luigi XI di Francia, G. Bourdichon, che fu amico del Santo. L'originale fu mandato a Leone X da Francesco I in occasione della canonizzazione, e si trovava ancora ai tempi di Clemente XI in Vaticano. Di questo si hanno molte riproduzioni. Tutti questi ritratti danno una fisionomia uguale del Santo, che viene effigiato con folte sopracciglie, naso equilibrio, lunga barba. Per lo più appoggiato al bastone, ha spesso il distintivo caratteristico: charitas, raggiante.
Altre immagini, episodi della vita, numerosi miracoli sono stati dipinti o scolpiti da egregi artisti: G. Romano, Cav. d'Aspino, Joan de Joannes, E. Murillo, C. M. Crespi, M. Preti, N. Gandolfi, G. Reni, G.B. Tiepolo, A. Cano, L. Giordano, P. Rubens, G.B. Mayno, P. Legros ecc. - Vedi tav. CIV.