FRANCESCO I DI VALOIS, SS DI FRANCIA

FRANCESCO I di VALOIS, ss di FRANCIA - RITATO. Disegno a metita, scuola di Clouet - Chantilly, Museo Condé.

gioniero, dovette impegnarsi a rinunciare alle sue aspirazioni in Italia e in Borgogna (trattato di Madrid, 14 genn. 1526); ma, ritornato libero, riprese naturalmente la guerra, che si concluse, attraverso altri disastri, con la pace di Cambrai (3 ag. 1529): per essa almeno la Borgogna era salvata. Guadagnatasi l'alleanza inglese e turca il re ritentò nel 1535 l'occupazione del Piemonte e del Milanese; ma al successo seguì la stanchezza reciproca che consigliò un armistizio (luglio-nov. 1537).

L'anno seguente si concludeva a Nizza, con la mediazione di papa Paolo III, una tregua di 10 anni fondata sul principio dell'riti possidetis, e i due rivali, incontrati il 14 luglio ad Aigues-Mortes, sembravano ora ben disposti a rispettarla. Ma nel 1541 un incidente bastò a far sì che le ostilità si riaccendessero. Lo spostamento dell'Inghilterra a favore di Carlo V (febbr. 1543) decise le sorti della guerra nel nord e frustrò i vantaggi ottenuti dai Francesi nel mezzogiorno. La pace di Crépy (18 sett. 1544) chiuse quest'altra fase della lotta: F. I dovette ancora una volta riaccettare lo status quo ante, rinunciando a Nizza e, naturalmente, al Milanese. Di lì a tre anni moriva a Rambouillet (31 marzo 1547), mentre la situazione si era più che mai aggravata. Il figlio Enrico II doveva riprendere la lotta e portarla fino al trattato di Cateau-Cambrésis (1559).

Direttiva principale della politica di F. I fu la lotta antisaburgica. Contro Carlo V egli si trovò d'accordo con Clemente VII che nel 1533, stanco a sua volta della tutela spagnola, imparentava la sua casa con l'Valois dando Caterina de' Medici sposa al Delfino Enrico. Parimenti questa direttiva determinò il suo atteggiamento di fronte alla questione del Concilio: l'intesa con Roma del 1533 fu a tal proposito utile al Papa che desiderava rimandare la convocazione (F. I era ben conscio di quali vantaggi politici il Concilio sarebbe stato foriero per Carlo V, qualora si fosse ottenuta la pacificazione religiosa della Germania). Quando finalmente il Concilio iniziò i suoi lavori a Trento, la Francia (che si era opposta

pure alla scelta di Mantova o di Vicenza come sedi di esso), assistette poi con scarso interesse ai dibattiti. Invece rincuadiva in quel periodo la persecuzione contro gli eretici, che in più città francesi continuamente venivano arrestati e processati.

F. I fu un magnifico mecenate e favori artisti italiani e umanisti francesi i quali illustrarono la sua corte con lo splendore della Rinascenza. Prodigò molto danaro; tuttavia non può dirsi che fosse un cattivo amministratore. Del resto il momento gli imponeva di rivolgere tutte le sue forze alle sole politica estera. Durante il suo regno la Francia non provò soltanto l'asprezza della guerra, ma anche buoni e saggi provvedimenti. La stessa alleanza con il turco che tanta infamia attirò sul capo di chi l'aveva stretta, assicurò vantaggi durevoli al commercio francese.

BIBL.: E. Fueter, Storia del sistema degli Stati europei dal 1492 al 1539, trad. in, Firenze 1932, passim; H. Limonnier, Les guerres d'Italie : la France sous Charles VIII, Louis XII et François IV, Parigi 1993; C. Terrasse, François IV, a voll., ivi 1945-48; H. Hauser e A. Renaudet, Les débuts de l'âge moderne, ivi 1946, V. indice; E. Pontieri, Nei tempi grigi della storia d'Italia, Napoli 1949, passim. Carlo De Prede
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“FRANCESCO I DI VALOIS, SS DI FRANCIA.” Enciclopedia Cattolica, vol. V (1950), p. 948. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/francesco-i-di-valois-ss-di-francia.