FRANCESCO IV D'AUSTRIA-ESTE, DUCA DI MODENA E REGGIO

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FRANCESCO IV d'Austria-Este, duca di Modena e Reggio. - N. il 6 ott. 1799 a Milano, m. il 18 genn. 1846 a Modena, primogenito di Ferrinando, arciduca d'Austria, e di Maria Beatrice, erede dei ducati di Modena, Reggio, Massa e Carrara. Durante la Rivoluzione e l'Impero fu in esilio e sposò nel 1812, a Cagliari, Maria Beatrice di Savoia. Caduto Napoleone, divenne nel 1814 duca di Modena e di Reggio. Intelligente e colto, governò con avveduta energia dimostrando singolari doti amministrative, sebbene fin dai primi anni fosse evidente la tendenza di accentrare nella sua persona ogni potere e di impedire in ogni modo nel suo Stato la diffusione d'ogni concetto innovatore.

Di ciò non fece più mistero dopo i moti del 1820-21 a Napoli ed in Piemonte. Aderì senza esitare ai deliberati del Congresso di Lubiana e considerò scopo precipuo della sua attività politica la lotta contro le sette, costi-tuendo un tribunale statario a Rubiera, per giudicare i carbonari. Concepì la sua azione politica come una missione e una crociata. Vedeva eccessiva debolezza verso i rivoluzionari dovunque, predicava severità senza remissione a tutti gli altri sovrani d'Italia, e chi non gli dava retta era da lui considerato traditore della causa assolutista. Dubitò perfino del card. Spina, plenipotentiario pontificio al Congresso di Lubiana, e lo accusò in una lettera a Pio VII di aver espresso massime liberali in quel convegno, per non aver accolto il cardinale la sua tesi di essere passibile di condanna anche chi fosse semplicemente sospettato di settarietà, senza che tale so-

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FRANCESCO DA OSUNA — FRANCESCO DI PAOLA

n. a Osuna (Spagna) nel 1497 e m. ca. il 1540. Per le sue doti singolari fu incaricato di importanti missioni. Nel Capitolo generale di Nizza del 1525 fu eletto commissario generale delle Indie. Scrisse parecchie opere di teologia ascetica e mistica in castigliano, ed altre di commento alle S. Scritture o sermoni vari, in latino.

Sue opere principali sono: gli Abecedarios espirituales, cosiddetti perché causano dei tre libri si compone di tanti trattatelli, quante le lettere dell’alfabeto (primo pubblicato fu il 3° [Toledo 1527], di contenuto mistico, poi il 10° [vi 1528], che tratta della Passione e dei dolori di Gesù, e finalmente il 28° [vi 1530], che è un trattato di ascetici); Grazioso conbite de las gratias del S. Sacramento del altar (Siviglia 1530, trad. it., Venezia 1599); Ley de Amor, sincesi della dottrina contenuta negli Abecedari (uscita per la prima volta nel 1530, e ora a Madrid 1948), Monte de los Estados (Jurgos 1541, 1550, 1610).

Bruni: Wadding, Scriptores, p. 88; Sbaralea, I, pp. 191-92; Hurt, II, col. 1118; P. Pourrai, La Spiritualité chrétienne, III, Parisi 1627, pp. 133 sgg.; 201: A. Teeterat, Osuna o Osuna (François de), D’Thec, XI, coll. 1656-57; E. A. Peers, Stud. of the Spanish Mystics, Londra 1927, p. 77; Fidèle de Ros, Un maître de s’héritier, Le P. F. d’O. Sa vie, son oeuvre, sa doctrine spirituelle, Parisi 1940.