FRANCHI, AUSONIO (CRISTOFORO BONAVINO). - Filosofo, n. a Pegli (Genova) il 27 febbr. 1821, m. a Genova il 12 sett. 1895. Nel 1840 entrò nella Confregazione degli Obidi di S. Alfonso XI. Nel 4 Giugno fondata dal b. Gianelli. Ma nel 1844, pochi mesi dopo l'ordinazione sacerdotale, ne fu espulso dal fondatore per l'intransigenza con cui combattere il probabilismo alfonsiano.
Liberale in politica e ardente giobertiano, non solo forni documenti per la compilazione di Il gesuita moderno, ma intervenne personalmente nella lotta contro la Compagnia di Gesù con due opuscoli stampati alla macchia nel 1846 (I Gesuiti e Autentiche prove contro i Gesuiti). Sospeso i divinis e causa degli errori difesi nel suo Corso di religione alle Figlie di S. Bernardo (Genova 1849), depose l'abito ecclesiastico dedicandosi agli studi filosofici ai quali l'aveva incitato Gioberti. Primo frutto fu La filosofia delle scuole italiane (Capolago 1852; nel 1853, ucci a Genova un'Appendice alla filosofia delle scuole italiane). Attraverso una prolissa Introduzione e 12 lettere polemiche al prof. Bertini, l'opera fondamentale di A. F. vuol essere la giustificazione dottrinale della sua apostasia, cercando insieme con abili sofismi frammisti a volgari bestemmie di dimostrare l'incompatibilità tra cattolice-ismo e filosofia, ch'è per lui sinonimo di kantismo.
Nell'opera La religione del sec. XX (Lussana 1833),
A. F. intende sottolineare l'inconciliabilità della religione con la libertà: Dio è il male, l'unica filosofia possibile è il razionalismo ateo. Seguono in ordine di tempo Studi religiosi e filosofici: Del sentimento (Torino 1854) e Il razionalismo del popolo (Ginevra 1855), nei quali lo stile si fa più pacato, ma il veleno più sottile e penetrante. Intanto da Genova si era trasferito a Torino: giobettiamo prima, aderì poi al Mazzini ma infine entrò in polemica anche con questi in La ragione, bimestrale ch'egli aveva fondato nel 1854. Appoggiò Orsini e ne pubblicò le memorie (F. Orsini, Memorie politiche, con un'appendice per A. F., Lugano 1860). Domiciliatosi il Milano nel 1859, diresse per qualche tempo La gente latina. T. Marmiani nel 1860 istruì per lui una cattedra di storia della filosofia nell'Università di Pavia, dalla quale fu trasferito nel 1863 all'Accademia scientifica di Milano. Le opere di questa periodo: Lettre sulla storia della filosofia moderna (2 voll., Milano 1863); Saggi di critica e polemica (3 parti, 1871-72); Lettere a N. Mameli su la teoria del giudizio (2 voll., 1871); niente aggiungono al razionalismo kantiano di cui si professa seguace, anzi l'aderenza alla dottrina del maestro col tempo si fa meno intransigente e nelle Lettere il dissidio già si delinea palese.
Intanto il materialismo e il positivismo prendono il sopravvento e A. F. tace, anzi comincia in questi anni la revisione dei suoi trent'anni di attività filosofica. Così nasce nel 1879 il disegno di Ultima critica (3 voll., Milano 1889-93), che vuol essere la confutazione di tutti i paraglogismi, che mi avevano condotto al razionalismo, ed esposizione degli argomenti, che mi hanno ricondotto prima alla filosofia tomistica e poi alla fede cristiana (Lettere ultime, Belluno 1900, pp. 14-16). Nella prima parte combatte specialmente il kantismo propugnato nella Filosofia delle scuole italiane; nella seconda l'agnosticismo, il simbolismo e l'evoluzionismo religioso difesi negli Studi filosofici e religiosi; nella terza l'incredulità largamente propagata in Il razionalismo del popolo. Ottima come ritrattazione, Ultima critica ha un limitato valore costruttivo, perché più che esposizione sistematica della verità è distruzione del suo precedente credo dottrinale.
A. F. fu anche pedagogista e se una sola opera postuma Lesioni di pedagogia (Siena 1898) lo fa rammentare nella storia dell'educazione, il suo apporto fu notevole specialmente per la sana modernità con cui guarda e risolve i problemi didattici e morali attinenti il periodo evolutivo. La conversione intellettuale e filosofica di A. F., che era già un fatto compiuto verso il 1879, precedette di assai quella religiosa che si avverò soltanto nel 1889. Nel 1892 si ritirò a Genova nel Convento di S. Anna dei Carmelitani scalzi e vi rimase fino alla morte.
BML: Interessanti per la conoscenza dell'uomo: D. Stern (M.C.S. de Flávigny, comtesse d'Apoult, Florence et Turin, Parigi 1852); A. Franchi, Lettere ultime, Belluno 1900; Lettere a F. Hemeguy, conservatore presso la famiglia Bonavino a Pegli. Studi: A. Angelini, A. F., Roma 1897; A. Cappellazzi, L'ultima critica di A. F. brevemente esposta ed esaminata, 3 voll., Crema 1889-93; A. Franzoni, L'opera filosofica di A. F., Cremona 1899; O. Marchetti, Un grande carattere di Maria S. ma, A. F., Roma 1921; A. Colletti, A. F. e i suoi tempi, Torino 1923; V. Suraci, A. F. filosofo e pedagogista, Milano 1935; G. Alliney, I pensatori della seconda metà del sec. XIX, ivi 1942, p. 326 sgg.