GABRIELE dell’Addolorata, santo. — Passio-nista, al secolo Francesco Possenti, n. ad Assisi il 1° marzo 1838, m. ad Isola del Gran Sasso (Teramo) il 27 febbr. 1862. Elegante giovane del Liceo dei Gesuiti a Spoleto, dinanzi alla sacra icone di Maria S.ma, si sentì internamente chiamato ad abbracciare la vista passionista. Entrò nel sett. del 1856 nel noviziato di Morrovalle (Macerata), dove l’anno seguente emise la professione religiosa. Compì gli studi filosofici nel ritiro di Pievetorina (Macerata) e quelli teologici nel ritiro d’Isola del Gran Sasso.
GABRIELE DELL'ADDOLORATA - GABRIELI ANDREA
Fedelissimo nell'osservanza della Regola, si distinse nel disprezzo del mondo, nello spirito di orazione e di penitenza, e specialmente nella devozione a Maria S.ma Addolorata. Prima di ascendere agli Ordini sacri, consunto più dalla divina carità che dalla grave malattia, morì a soli 24 anni. Numerosi miracoli da lui operati ne affrettarono la glorificazione. Fu beatificato a Pio X nel 1908 e canonizzato da Benedetto XV nel 1920. La Gioventù cattolica italiana lo ha eletto suo contropreno. La sua festa è celebra il 27 febbraio.
fra i primi dallo stesso Palestrina. Dal quale A. G. si differenzia soprattutto nell'espressione del sentimento religioso: estraneo al rigore di un alto misticismo, il musicista veneziano accoglie un'interpretazione più terrena, nel senso di una larga accettazione degli stimoli offerti dall'uomo accanto delle parole, dalle quali direttamente sembra provenire l'animo ed articolato svolgimento della composizione. Così si comprende come il motetto, largamente inteso nelle sue forme affini, sia per la varietà del testo preferito alla messa, che vincola il compositore ad una rigorosa obbedienza liturgica; per non dire, com'è naturale, delle forme del canto profano, fra cui primeggia per nuovo impulso il madrigale. Altri elementi susseguono via via ad un'importanza sempre maggiore: in relazione al senso armonico di cui s'è detto, il rilievo della forza espressiva delle parole è anche dovuto all'intervento, seppure non preponderante, del cromatismo e delle conseguenti alterazioni tonali. Viene in tal modo a prevalere nella composizione un carattere per così dire descrittivo: e tale indirizzo d'espressione s'inquadra del resto in una più ampia tendenza estetica della musica, per non dire di tutta l'arte cinquecentesca. Valga, per tutte le numerose opere vocali, la citazione dei Paulini Davidici (Venezia 1583), come rappresentativa del genio di A. G., che con le intonazioni e le toccate, con i ricercari e le canzoni, lasciò ancora composizioni di notevole significato nel campo della musica strumentale, specialmente organistica.
Per la bibliografia V. GABRIELE,, Giovanni. Luigi Bonga