GAD (EBR. GADH « FORTUNA »)

GAD (ebr. Gadh « fortuna »). - Figlio di Giacobbe e di Zelpha, schiava di Lia (Gen. 30, 10, 11), a capostipite della tribù omonima. Di tale personaggio si registra solamente la figliolanza (ibid. 46, 16). Nella benedizione proferita su lui (ibid. 49, 19; cf. Deut. 33, 20, 21) si allude all'abilità guerresca della tribù più che alle qualità del capostipite.

La tribù di G. è nominata la prima volta in Num. 1, 24, quando si recensiscono i suoi 45.650 atti alle armi. Nel secondo censimento, alla fine della vita

nel deserto, si segnalano 40.500 uomini. Tali numeri vanno interpretati con uno dei sistemi escogitati per ridurre ad un'entità ragionevole il totale degli Israeliti entrati nella Terra Promessa.

La tribù di G., che già nella vita del deserto appare unita in modo speciale con quella di Ruben (cfr. Num. 2, 10-16), domanda insieme a questa di poter occupare la Transgiordania, adattissima per i loro greggi numerosi. Mosè, ricevuta la garanzia che essa coopererebbero alla

conquista di tutta la Palestina, acconsente che le due tribù si dividano la zona desiderata (ibid. 32, 1 agg.). Dopo le prime vittorie sui popoli della Transgiordania viene precisato meglio che ai Rubeniti ed ai Gaditi è riservata la parte del Galaad fra il lago di Genesareth e la sponda meridionale del Mar Morto (Deut. 13, 16, 17). Gioseb deseminò ancora i singoli territori, assegnando a G. la zona media della Transgiordania, da ca. il Wádi Ḥesbán a sud fin verso il Nahr ez-Zerqá (= Jaboc) a nord (cfr. Ios. 13, 24-28). A nord i suoi confini toccavano la mezza tribù di Manasse, a sud quella di Ruben, ad est il deserto arabico e ad ovest il

(da C. J. Gadd, The Jell of Kistech, Londra 1911)
GADD, CRONACA di - Taveletta cuneiforme contenente gli eventi del X al XVII anno di Nabopolassar (616-609 a. C.).

Giordano. Presto, però, fra il popolo si diffuse il sospetto che le tribù transgiordaniche, nonostante la loro partecipazione alla guerra contro i Cananei, nutrisero sentimenti isolazionisti (cfr. Ios. 22, 1 agg.). Ed invero al tempo dei « giudici » tale isolazionismo si manifestò in maniera evidente (cfr. Iude. 5, 17); tuttavia in gran parte nella tribù di G. si svolse l'attività di Iephe, detto solamente galsadin (ibid. 11, 1 agg.). Al principio della monarchia da G. accorsero soldati valorosi per aiutare David (cfr. I Par. 12, 8-14). Ma in pratica la tribù di G., senza dubbio già amalgamatasi in parte con elementi indigeni, a poco a poco scompare dalla storia ebraica. Nel suo territorio, forse occupato al principio dai Siri di Damasco (cfr. II Reg. 10, 32, 33), in seguito compaiono ora gli Ammoniti (cf. Ier. 49, 1) ed ora i Moabiti (cf. ibid. 48, 19, 34).

BIBL.: A. Legendre, s. V. in DB. II, coll. 27-32; F.-M. Abel, Géographie de la Palestine, II, Parigi 1938, pp. 69-70. Angelo Penna
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“GAD (EBR. GADH « FORTUNA »).” Enciclopedia Cattolica, vol. V (1950), p. 1100. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/gad-ebr-gadh-fortuna.