GAETANO da THIENE, santo. - N. di nobile famiglia vicentina nell'ott. 1480, da Gaspare e Maria
(Ist. Gab. Ist. nat.)
GAETA, ARCIDIOCESI di - Campanile. La base è del sec. IX, i tre piani sono opera di Nicola d'Angelo (1148-74), la parte terminale è del 1279.

(fot. Geb. Fot. Naz.)
Messosi in relazione con Gian Pietro Carafa vescovo di Chieti e di Brindisi e con due altri compagni, Bonifacio de' Colli e Paolo Consiglieri, ottenuta licenza da Clemente VII, e rinunciati con loro gli uffici e benefici che possedeva, il 14 sett. 1524 diede principio alla Congregazione dei Chierici Regolari detti poi comunemente Teatini o Chietini presso la chiesa di S. Nicola dei Prefetti e ben presto sul Pincio. Imprigionato nel 1527 durante il sacco di Roma, riuscì a salvarsi con i suoi compagni sulle navi veneziane che stanziavano nel Tirreno al servizio della lega e giunse a Venezia, dove, con l'aiuto degli amici, prese stanza prima a S. Clemente poi a S. Nicola di Tolentino che divenne un centro attivo di vita spirituale e di attività benefica. Infatti oltre l'assistenza agli Incurabili si provvedeva al sorgere di altre iniziative e fra esse a quella a vantaggio degli orfani, di cui s. Girolamo Miani suo discepolo si assunse il compito particolare. Cresciuto il numero dei religiosi, parve al Carafa nell'ag. 1533 di dover assecondare il desiderio dei napoletani, inviando nella loro città il Thiene; e Na-
poli fu il suo luogo di soggiorno ordinario, meno il triennio 1540-43, quando riprese il governo della comunità veneziana. Dopo alcune sedi provvisorie il Santo nel 1538 stabilì la sua dimora a S. Paolo maggiore che divenne il centro della sua attività spirituale. A Napoli riprà quanto aveva operato a Venezia, rialzando il tono della vita spirituale e dando origine ed incremento a quegli istituti di beneficenza che lasciarono così larga traccia nella vita della città. Morì il 7 ag. 1547, ed alla sua intercessione si attribuì la pacificazione di Napoli in un momento che s'era presentato molto critico. Fu sepolto a S. Paolo lasciando alla cristianità un esempio costante ed eroico di fiducia nella Provvidenza.
Fu canonizzato da Clemente X il 12 apr.