GALASSO. - Con il nome di G. di Matteo Piva si è venuta delineando, in questi ultimi decenni, la figura di un pittore ferrarese quattrocentesco, che ha preso il posto dell'incertissimo G. Galassi, citato dagli antichi biografi. Presunto scolaro di Piero della Francesca e in contatto, a Ferrara, verso il 1450, con il fiammingo Ruggero van der Weyden, il Piva,

(per cortesia dell'Amourista di Turchin)
A lui è stato attribuito da A. Venturi un gruppo di tre dipinti, indiscutibilmente della medesima mano e che
più di ogni altra opera della scuola ferrarese attestano la benefica influenza di Piero su quei maestri: tali opere sono due gentili Muse suonatrici, nel Museo di Budapest, e la notissima Allegoria dell'autunno, nel Museo di Berlino, che per la saldezza dell'impianto compositivo, per la spontanea energia vitale che anima la protagonista, per la mirabile sintesi del paesaggio, per la freschezza delle tonalità carnicine, azzurre, verde-oliva e paonazze, fa parte delle più memorabili rappresentazioni georgiche, nel Rinascimento, e non soltanto italiano.
| Alberto Nepoi