GALATA

GALATA. - Sobhorgo europeo all'est d'Istanbul.
GALATA. - Sobhorgo europeo all'est d'Istanbul.

Il termine aveva designato dal séc. VIII uno dei quartieri di Costantinopoli così chiamato anche dai Turchi, che i Latini preferirono chiamare «Pera». Invece gli europeo-latini hanno dato il nome di G. dal séc. XVIII all'antica città genovese intra muros della città.

Ca. il 200 si segnala la prima comunità cristiana a G., che verso il 431 costituisce una piccola città. La sua storia però comincia con la colonizzazione genovese, sporadica sotto i Comuni, poi stabile sotto i Paleologhi. Michele VIII in 1267 i Genovesi, i quali fecero di G. uno dei principali empori dell'Oriente. G. godeva di molti privilegi nell'Impero. Aveva una amministrazione propria sotto un podestà nominato direttamente da Genova. I coloni egressero numerosi edifici pubblici, conventi (prima dei Benedettini, Domenicani e Francescani e poi dei Gesuiti, Conventuali, Cappuccini, Salesiani e Lazzaristi), chiese (se ne sono contate 21) e ospedali. Nella loro conquista (1453) i Turchi confermarono i privilegi di G., che poi però soppressero, lasciando soltanto al nuovo organismo chiamato Magnifica Comunità in gestione dei beni religiosi. Nonostante le infiltrazioni orientali G. conservava ancora tardi nel séc. XVIII un aspetto prettamente italiano.

Dal sec. XIX G. prende la fisonomia che ha oggi di città cosmopolita con netta prevalenza dell'elemento europeo. L'abolizione delle «capitalazioni» (1914) ha soppresso ogni traccia degli antichi privilegi e sottomesso la popolazione alla legislazione turca. Funzionano ancora istituzioni religiose e parrocchie per gli Italiani.

BIBL.: M. A. Belin, *Histoire de la laïcité de Constantinople*, Parigi 1894, passim; R. Loenertz, *La Société des Frères Pèlerinains*, Roma 1917, pp. 38-47; E. Dallegio, *Le pietre scolastici di Arabi Giomi* (antica chiesa di S. Paolo a G.), Genova 1942; A. M. Schneider - I. Nomidis, *G. Topographisch-archäologischer Plan*, Istanbul 1944; B. Palazzo, *L'Arte di Djam di Egitto*, St. Paul de G., 1914.