GALLICANO, santo, martire. - È commemo-
rato il 23 giugno. Sconosciuto agli antichi marti-
rologi, vi fu introdotto da Adone. Nel Liber Pon-
tificalis nella vita di papa Silvestro è ricordato un
G. che avrebbe fatto delle donazioni alla basilica
costruita ad Ostia da Costantino in onore dei ss. Pie-
tro, Paolo e Giovanni.
L'anonimo autore della Passio dei ss. Giovanni e
Paolo, i celebri martiri venerati nella basilica omonimo
del Celio, preteose sapere che G. era un pagano, ufficiale
dell'esercito sotto Costantino al quale aveva chiesto in
sposa la figlia Costanza. Questa, durante una spedizione
militare lo fece accompagnare dai suoi due eunuchi
Giovanni e Paolo perché lo convertissero al cristiane-
simo. G. ritornò vittorioso e convertito, ma rimanò al
matrimonio ed al consolato che Costantino gli offriva;
distribuì tutti i suoi beni ai poveri e si ritirò ad Ostia
presso un certo Ilarino la cui casa fece adattare per ospizio
dei pellegrini e dove G. prestava umilmente la sua opera.
Salito al trono Giuliano l'Apostata, G. fu posto nell'al-
ternativa di sacrificare a partire da Ostia; si recò allora
al Alessandria dove incontrò il martirio. Tutto questo
racconto è certamente fondato sulla scarna notizia del
Liber Pontificalis, ma l'aggiunto fu creato un miserabile
guazzabuglio. Confuse infatti i santi della Basilica Ostiense
con gli omonimi del Celio, attribuì a G. quello che in
realtà fece, ma Ponto, il patrizio Pannacchio anche lui
implicato nella storia dei ss. Giovanni e Paolo (v.). Né
ad Alessandria né a Roma G. ebbe un culto nell'antichità;
solo nel 1726 fu dedicata in suo onore la chiesa del Tran-
stevère da Benedetto XIII.