GEISSEL, JOHANNES VON

GEISSEL, JOHANNES von. - Cardinale, n. 1, 5 febbr. 1796 a Gimmeldingen (Palatinato), m. 18 sett. 1864 a Colonia. Studiò nel Seminario di Magonza, allora sotto la guida di L. B. Liebermann. Ordinato sacerdote nel 1818, insegnò al liceo reale di Spira e fu canonico del Duomo, finché il re Luigi I di Baviera lo propose quale vescovo di Spira e fu preconizzato da Gregorio XVI il 20 maggio 1837.

Con la sua capacità di governo si conciliò gli animi del sovrano e dei diocesani ed il rispetto della popolazione cattolica. In seguito all'incarcerazione dell'arcivescovo di Colonia Droste-Vischering, resasi necessaria la

ricò, re degli Ostrogoti, il quale, dopo la vittoria su Odora-cro, acquistò il dominio della penisola.

Degli anni di pace (494-95) sono conosciuti due si-nodi celebrati da G. a Roma, il primo per una serie di decreti disciplinari atti a comporre le questioni tra il clero, il secondo per aver posto fine alle ultime conse-gienze dello scisma accanato nell'interno della Chiesa di Roma.

Tra le lettere di G. che A. Thiel contava a 43 e 49 frammenti (successivamente ne furono ritrovate ancora 22), alcune, per la materia trattata, ebbero una portata più vasta della regione alla quale si riferivano, essendo dei veri e propri trattati, come quella sulla con-troversia di Acacio e, particolarmente, sulla tradizione patristica.

Tra gli atti di G. figura anche, probabilmente a torto, il celebre Decretum Gelasianum, in cinque parti: «De Spiritu Sancto; De Canone Scripturae sacrae; De Sedibus patriarchibus; De synodis oecumenicis; De libris re-cipiendis et non recipiendis». Quest'ultima parte, di gran lunga la più importante, è il primo saggio di un indice dei libri proibiti (cf. E. von Dobschütz, Das De-cretum Gelasianum de libris recipiendis et non recipiendis, Lipsia 1921). Il tutto è stato compilato probabilmente nel sec. vi con elementi anteriori che rimontano a Da-maso e a Ormisda. Circa il cosiddetto Sacramentarium Gelasianum, una redazione del Messale romana, esistente solamente in una redazione gallicana, le opinioni degli autori fino ad oggi sono divise (v. SACRAMENTARIO). Le omelie e gli inni di G. sono andati perduti. La sua festa è notata dal Martyr. Romanum il 21 nov.

Bibl.: PL. 50, 13 sgr.; Jaffé-Wattenbach, 620-743; P. Ewald. Die Papstbriefe der Britischen Sammlung, in Neues Archiv, 1880, pp. 273-414, 593-95; Lib. Pont., I, pp. CXIII, CCXII, 255-57; L. Duchcsen, L'Eglise au VIe siècle, Parigi 1925, pp. 12-14; P. Kirsch, in L. THK, IV, col. 356 sq.; Fliche-Martin-Früst, IV, p. 335.

Il Decreto Gelasiano. - Scritto dogmatico latino, che si presenta come redatto in un Sinodo romano del 494. È noto sotto il titolo di quella parte, De libris recipiendis et non recipiendis, che ha impor-tanza speciale per la storia del canone biblico, con-tenuto nel cap. 2, ove non vien fatta nessuna distin-zione tra libri protocanonici e deuterocanonici (ma le epistole 2a e 3a di Giovanni sono attribuite a Gio-vanni il presbitero). È distinto in 5 capitoli. Nel 7a si parla dei sette doni dello Spirito Santo e dei diversi nomi di Cristo; il 2a contiene il canone biblico; il 3a parla dell'autorità della Chiesa e del primato della Chiesa romana; il 4a dell'autorità dei concili dei Padri; il 5a dei libri degli eretici e sciamatici, che la Chiesa rigetta.

Si conoscono ca. 36 manoscritti del Decreto Gelasiano, che si possono distinguere in due classi. La prima attri-buite tutto o una parte di esso a papa Damaso (366-84), la seconda a papa G. (493-96); alcuni manoscritti più recenti a papa Ormisda (514-23). Secondo la testimonianza dei manoscritti, il Decreto Gelasiano comprende due parti indipendenti, che non sono attestate prima del sec. VII, ma che potevano esistere prima.

Gli studi recenti autorizzano, benché solo a titolo di ipotesi, le seguenti conclusioni circa l'origine del Decreto Gelasiano: 1) lo scritto definitivo risultò dalla congiunzione di due documenti di diversa origine e di diverso valore; 2) il primo documento comprendente i capp. 1-3 può risalire alla fine del sec. IV, e conforme al titolo potrebbe essere l'opera del Concilio Romano del 382 sotto il pon-tificato di Damaso I; 3) il secondo documento (capp. 3-5) è opera di un privato, della fine del sec. V-inizia del VI, che nutriva grande venerazione verso S. Girolamo, ed era fedelissimo alle dottrine della Chiesa romana; 4) i due documenti presto furono congiunti o nell'Italia settentrionale o nella Francia meridionale; 5) il Decreto Gelasiano così composto rimase per qualche tempo scono-ciuto, né fu considerato come un documento ufficiale. Ciò spiega che le testimonianze sono assai tarde, cioè del sec. VII (Bardy, col. 589).

Article illustration
(1st. Blatterie l'alcmin)
Gelasio I, para, sento - Decretum Gelasianum: elenco dei libri apocrifi - Biblioteca Vaticana, cod. Vat. lat. 8842, f. 281* (sec. x).