GEMINIANO, santo. - Vescovo di Modena nel 344-96 ca. Con ogni probabilità è lo stesso Geminianus episcopus che nel 390 al Concilio di Milano incarica il presbiterio Apro di firmare il decreto di condanna di Gioviniano. L'insigne santità a zelo apostolico sono ricordati in viva costante tradizione, ma le più antiche Vite, non anteriori al sec. VIII, sono leggendarie, ricalcate su quella di s. Zeno di Verona. Dagli scavi archeologici è provato che sulla sua tomba sorse presto un'antica basilica, non lungi dall'attuale. Il 30 apr. 1106, teste la Relafo di autore coevo, la tomba fu trasferita nell'odierno Duomo, iniziato nel 1099; il 7 ott., apertone il sepolcro, « Corpus eius integrum et illibatum aspicitur »; l'8, onorato di doni della contessa Matilde e del vescovo di Modena, Dodone, il corpo è rinchiuso nella tomba, che papa Pasquale II consacra in altare. Il 12 luglio 1184, come da iscrizione contemporanea, Lucio III « ipsius corpore ostenso, ecclesiam beati Geminiani consecravit ». Ulteriori testimonianze di culto in Modena: braccio del Santo, in argentea teca; sculture di Wiligelmo (1099-1106) e di Agostino Duccio (1442); pergamene dell'Archivio capitolare dal sec. VIII (P. E. Vicini, Regetto,
GEMINIANO, santo - Il Santo restituisce a Gioviano la figlia guerra a occetta i doni dell'Imperatore: un calice e il codice della S. Scrittura. Sculture di Wiligelmo sull'architrave della Porta dei Principi (1099-1106) della Cattedrale - Modena. (fot. Orlandini)I, p. 3 e sgg.), menzionanti il Santo, o il sepolcro, o riguardanti donazioni in suo onore, o indulgenze elargite dai pontefici a chi ne visita il sepolcro (P. Galavotti, Regesto dei documenti di indulgenze elargite alla Chiesa Cattedrale di Modena, Modena 1940); monete coniate dagli Estensi e da altri con l'effige di s. G., antiche confraternite ed ospedali a lui intitolati, visite e pellegrinaggi storici (C. Cavedoni, Cenni storici intorno alla vita e i miracoli del glorioso s. G., Modena 1856, pp. 77-80, 101-104, 122). A 5 km. da Modena, in Cognento, per tradizione luogo di nascita, esiste la «fonte miracolosa» di s. G. Venerato in varie diocesi dell'Italia settentrionale, ad es., a Venezia fin dal sec. VI, con antica chiesa, rifatta dal Sansovino, ma andata distrutta. Patrono in: arcidiocesi di Modena, diocesi di Pontremoli, cittadina di S. Gimignano in Valdelsa, così chiamata in suo onore almeno dal sec. X. Festa il 31 genn. Altre feste: 9 marzo (patrocinio), 29 apr. (traslazione).
BIBL.: Acta SS. Januarii, II, Anversa 1643, pp. 1096-1100, 1160; P. Bortolotti, Antiche vite di s. G., vescovo e protettore di Modena (Monumenti di storia patria per le prav. modenesi, serie delle Cronache, 14, 1), Modena 1866, pp. 1-133; A. G. Spinelli, S. G. la festa, la fiera, la fonte, ivi 1906; G. Belvederi, S. G. nella leggenda e nello storia, in Rivista storico-critica delle scienze teologiche, 8 (1906), pp. 742-58; 3 (1907), pp. 753-64; B. Ricci, Dell'origine del cristianesimo e vescovato in Modena, in Atti e sacra della R. Deputazione di storia patria per le prav. modenesi, 5ª serie, 14 (1921), pp. 38-76, 90-111; P. E. Vicini, Regesto della chiesa cattedrale di Modena (Regesta Cartharum Italiae, nn. 16 e 21), Roma 1931 e 1936. Altre opere si troveranno nella bibl. della voce MODENA. Pietro Galavotti
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“GEMINIANO, SANTO.” Enciclopedia Cattolica, vol. V (1950), p. 1179. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/geminiano-santo.