GEMISTO PLETONE, Giorgio. - Filosofo,
n. intorno al 1355 a Costantinopoli, m. ca. il 1452
- Sparta. Il nome Pletone, tratto da un'analogia
di significato con il cognome originario (γεμῖζον
= πλήθος) fu scelto dal filosofo in ossequio a
Platone. Fu con i rappresentanti greci al Concilio di
Firenze per l'unione della Chiesa greca, avendo
così l'occasione di esercitare una certa influenza sulla
cultura del circolo mediceo. E Ficino attesta l'im-
(vol
. Ordinari)
GEMINIANO, santo - Ritorno del Santo a Modena e sua morte. Sculture di Wilgelmo sull'architrave della Porta dei Principi (1099-1106) della Cattedrale - Modena.
pressione che il venerando vecchio fece su Cosimo. Alla scuola di un dotto ebreo, Elisseo, sembra che entrasse in contatto con le dottrine attribuite a Zoroastro. Molto presto venne vagheggiando e predicando ai suoi discepoli a Misitra, presso le rovine dell'antica Sparta, una riforma politico-religiosa, ove una specie di repubblica di Platone doveva fondarsi sopra una restaurazione della religione classica simile a quella dell'imperatore Giuliano. Secondo una testimonianza di Giorgio di Trebisonda, egli era convinto che in breve islamismo e cristianesimo sarebbero scomparsi dal mondo, e tutti gli uomini si sarebbero riuniti in una religione universale. Di questa venne tracciando le linee precisando i dogmi e i riti in un'opera, Le leggi (Νομοθεσία, η ζωή νόμου συγγραφή), che il suo implacabile avversario Giorgio Scolario, il Gennadio, fece distruggere, e di cui restano solo pochi frammenti.
In quest'opera, polemizzando contro tutte le deformazioni poetiche, fissa una teologia in cui temi neoplatonici e neopagiorici si connettono alle dottrine degli oracoli caldaici, che G. ebbe carissimi e commentò. Accettò una molteplicità di dèi, e di cui Zeus è il re, il più grande, il migliore possibile, la cui divinità tutto trascende; da lui sono generati, si dispongono in ordinate gerarchie, gli dèi inferiori, che direttamente, o attraverso divinità subordinata, governano tutto l'universo secondo un destino immutabile che deriva da Zeus.
A Firenze, nel 1439, in una malattia, per far piacere da un lato coloro che si confortavano, dall'altro si segui di Platone, comprese saggi Sulla differenza fra Platone ed Aristotele, dove esalta Platone per aver posto un Dio sommo, unico, di natura spirituale e separata, mentre Aristotele viene maltrattato in ogni modo. Di qui la velenosa polemica di Giorgio di Trebisonda la risposta del Besserione, che di G. era stato discepolo in Graecia.
Bm.: Gli scritti in PG 160; i frammenti delle leggi nell'ed. (con trad. franc. di A. Pellisier) di C. Alexandre, insieme con altri scritti e documenti, Parigi 1588. - Studi: W. Gass,

GEMMA GALGANI, santa - Ritratto, Da fotografia presa in un momento di estasi.
Gennadius und Pletio, Breslavia 1844; J. Wilson Taylor, Pletios criticum of Plato and Aristotle, Menasha Wis. 1921; B. Kieszkowski, Studi sul platonismo dei Rinascimento di Italia, Firenze 1936, pp. 13-36; B. Tatakis, La philosophie byzantine, Parigi 1940, pp. 281-93, 299-305, 310-11 (con bibl.). Eugenio Garin

