GEMISTO PLETONE, GIORGIO. - Filosofo, n. intorno al 1355 a Costantinopoli, m. ca. il 1452 a Sparta. Il nome Pletone, tratto da un'analogia di significato con il cognome originario (γεμίζω = πλήθω) fu scelto dal filosofo in ossequio a Platone. Fu con i rappresentanti greci al Concilio di Firenze per l'unione della Chiesa greca, avendo così l'occasione di esercitare una certa influenza sulla cultura del circolo mediceo. E Ficino attesta l'im-

(fot. Orlandini)
In quest'opera, polemizzando contro tutte le deformazioni poetiche, fissa una teologia in cui temi neoplatonici e neopitagocici si connettono alle dottrine degli oracoli caldaici, che G. ebbe carissimi e commentò. Accetta una molteplicità di dèi, «di cui Zeus è il re, il più grande, il migliore possibile, la cui divinità tutto trascende»; da lui sono generati, a si dispongono in ordinate gerarchie, gli dèi inferiori, che direttamente, o attraverso divinità subordinate, governano tutto l'universo «secondo un destino immutabile che deriva da Zeus».
A Firenze, nel 1439, in una malattia, «per far piacere da un lato a coloro che ci confortavano, dall'altro ai seguaci di Platone», compose il saggio Sulla differenza fra Platone ed Aristotele, dove esalta Platone per aver posto un Dio sommo, unico, di natura spirituale e separata, mentre Aristotele viene maltrattato in ogni modo. Di qui la velenosa polemica di Giorgio di Trebisonda a la risposta del Bessarione, che di G. era stato discepolo in Grecia.