GENTILINI, VINCENZO OTTORINO

GENTILINI, Vincenzo Ottorino. - Conte, avvocato e uomo politico, n. a Filottrano il 13 ott. 1865, m. a Roma il 2 ag. 1916. Esercitò l'avvocatura, ed ebbe parte importante nella difesa dei cattolici sottoposti a processo dopo i fatti del 1898.

Attivissimo dirigente dell'A. C., fu presidente dell'Unione cattolica romana e del Comitato re

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GENTILINI, Giovanni Gentiloni. - Gesuita, controversista, n. a Vesio di Tremosine (Brescia) il 26 nov. 1745, m. a Roma il 16 dic. 1816 mentre stava predicando le lezioni scritturali al Gesù. Entrato nella Compagnia di Gesù nel 1765, fu presto sorpreso dalla soppressione dell'Ordine (1773) e rimase nella diocesi di Brescia, passando prima a rato a Portese, poi arciprete e vicario foraneo a Lonato. Ristabilita la Compagnia (1814), si ricongiunse ai confratelli e fu fatto superiore a Napoli.

Prese parte molto attiva a tutte le discussioni religiose del suo tempo, difendendo le sane dottrine e confutando gli errori in voga specialmente intorno al giuramento civico (contro il p. G. V. BOLSENA), alla compravendita dei beni ecclesiastici, confiscati dalla Repubblica ispagnola, al valore dell'attrizione e ai limiti del potere civile nelle cause matrimoniali.

Opere principali: Confutazione della lettera di un cittadino prete riguardante le cause matrimoniali (Mantova 1797); Riflessioni teologiche intorno al giuramento civico contro il parere di un teologo romano e sopra la vendita dei beni ecclesiastici (Verona 1798); La pazzia di chi difende il giuramento civico (Brescia 1799); All'anonimo autore del libro del diritto della civile sovranità sopra il matrimonio (Verona 1798); Sopra il valore dell'attrizione e la virtù della carità (Brescia 1802); La devozione al S. Cuore di Gesù (Verona 1803).

BIBL.: Sommervogel, III, coll. 1327-30; Hurter, V, coll. 633-35.

GENTILINI, Vincenzo Ottorino. - Conte, avvocato e uomo politico, n. a Filottrano il 13 ott. 1865, m. a Roma il 2 ag. 1916. Esercitò l'avvocatura, ed ebbe parte importante nella difesa dei cattolici sottoposti a processo dopo i fatti del 1898.

Attivissimo dirigente dell'A. C., fu presidente dell'Unione cattolica romana e del Comitato re

GENTILINI, Giovanni Gentiloni. - Gesuita, controversista, n. a Vesio di Tremosine (Brescia) il 26 nov. 1745, m. a Roma il 16 dic. 1816 mentre stava predicando le lezioni scritturali al Gesù. Entrato nella Compagnia di Gesù nel 1765, fu presto sorpreso dalla soppressione dell'Ordine (1773) e rimase nella diocesi di Brescia, passando prima a rato a Portese, poi arciprete e vicario foraneo a Lonato. Ristabilita la Compagnia (1814), si ricongiunse ai confratelli e fu fatto superiore a Napoli.

Prese parte molto attiva a tutte le discussioni religiose del suo tempo, difendendo le sane dottrine e confutando gli errori in voga specialmente intorno al giuramento civico (contro il p. G. V. BOLSENA), alla compravendita dei beni ecclesiastici, confiscati dalla Repubblica ispagnola, al valore dell'attrizione e ai limiti del potere civile nelle cause matrimoniali.

Opere principali: Confutazione della lettera di un cittadino prete riguardante le cause matrimoniali (Mantova 1797); Riflessioni teologiche intorno al giuramento civico contro il parere di un teologo romano e sopra la vendita dei beni ecclesiastici (Verona 1798); La pazzia di chi difende il giuramento civico (Brescia 1799); All'anonimo autore del libro del diritto della civile sovranità sopra il matrimonio (Verona 1798); Sopra il valore dell'attrizione e la virtù della carità (Brescia 1802); La devozione al S. Cuore di Gesù (Verona 1803).

BIBL.: Sommervogel, III, coll. 1327-30; Hurter, V, coll. 633-36.

GENTILINI, Vincenzo Ottorino. - Conte, avvocato e uomo politico, n. a Filottrano il 13 ott. 1865, m. a Roma il 2 ag. 1916. Esercitò l'avvocatura, ed ebbe parte importante nella difesa dei cattolici sottoposti a processo dopo i fatti del 1898.

Attivissimo dirigente dell'A. C., fu presidente dell'Unione cattolica romana e del Comitato re

GENTILINI, Giovanni Gentiloni. - Gesuita, controversista, n. a Vesio di Tremosine (Brescia) il 26 nov. 1745, m. a Roma il 16 dic. 1816 mentre stava predicando le lezioni scritturali al Gesù. Entrato nella Compagnia di Gesù nel 1765, fu presto sorpreso dalla soppressione dell'Ordine (1773) e rimase nella diocesi di Brescia, passando prima a rato a Portese, poi arciprete e vicario foraneo a Lonato. Ristabilita la Compagnia (1814), si ricongiunse ai confratelli e fu fatto superiore a Napoli.

Prese parte molto attiva a tutte le discussioni religiose del suo tempo, difendendo le sane dottrine e confutando gli errori in voga specialmente intorno al giuramento civico (contro il p. G. V. BOLSENA), alla compravendita dei beni ecclesiastici, confiscati dalla Repubblica ispagnola, al valore dell'attrizione e ai limiti del potere civile nelle cause matrimoniali.

Opere principali: Confutazione della lettera di un cittadino prete riguardante le cause matrimoniali (Mantova 1797); Riflessioni teologiche intorno al giuramento civico contro il parere di un teologo romano e sopra la vendita dei beni ecclesiastici (Verona 1798); La pazzia di chi difende il giuramento civico (Brescia 1799); All'anonimo autore del libro del diritto della civile sovranità sopra il matrimonio (Verona 1798); Sopra il valore dell'attrizione e la virtù della carità (Brescia 1802); La devozione al S. Cuore di Gesù (Verona 1803).