GERARDO (GERARDINO) di BORGO SAN DONNINO. — Insegnava la grammatica quando prese l'abito francescano. Già seguace delle teorie gioachimite, fu mandato a Parigi per studiare teologia (1248).
Nel 1254 pubblicò senza licenza la Concordia Novi et Veteris Testamenti dell'abate calabrese, con il Liber introductoria ad Evangelium aeternum. Quest'ultimo lavoro dà una falsa idea del Vangelo eterno, che non è più lo spirito dei due Testamenti, ma è materializzato nella triplice opera di Gioacchino: Concordia, Expositio in Apocalypsin e Psalterium decem chordarum.
L'opera offriva un'occasione ad un'offensiva pericolosissima contro i Mendicanti nell'Università, e fu censurata da Alessandro IV (1255). G. tornò in Sicilia; continuare e mandato di nuovo a Parigi, fu condannato dal ministro generale, s. Bonaventura, al carcere perpetuo e m. 18 anni dopo impenitente. Angelo di Chiarino afferma che fu uno dei principali compagni del b. Giovanni da Parma.