Ivi rimase fino al 385, e da questa data fu compagno dei viaggi di Cassiano, che lo chiama «il santo abate G.» e lo introduce spesso come interlocutore nei colloqui ascetici e spirituali con i grandi Padri del deserto, lodando le spiriti di preghiera e di mortificazione. Cassiano fa notare a più riprese la grande amicizia e intimità che li aveva legati per molti anni. G. morì forse verso i primi dell'a. 400, poiché da quella data, dopo l'incontro con S. Giovanni Crisostomo a Costantinopoli, Cassiano non ne parla più.
Bibl.: Opere di Cassiano, passim (PL 49-50; CSEL, 13, 15); Palladius, *Historia Lausiaca*, ed. C. Butler, 2 voll., Cambridge 1808-1904; L. Cristiani, *Cassien*, 2 voll., Parigi 1946.